Hogs – In Fishnet

Forest
2015
Full Length
Funky Hard Rock
Red Cat Records

La bio degli Hogs dice apertamente che il quartetto non vuole prendersi troppo sul serio, e l’impressione è davvero questa, non perché il cd sia fatto male, ma per uno stile e un approccio del tutto easy alla musica.
Dietro al monicker si cela metà del sestetto progressive rock Macchina Ossuta, ovvero Francesco Bottai, chitarrista con 25 anni di carriera come turnista di grandi nomi (Irene Grandi tanto per citarne uno), Pino Gulli, batterista che ha militato in Animha, Dharma e C.S.I. e Luca Cantasano, attuale bassista dei Diaframma.
Il terzetto assolda Simone Cei per dare voce ai brani che i nostri cominciano da subito a comporre.
Risultano di tutto questo lavorio è un disco divertente e sbarazzino, molto leggero e ideale per una festa o un viaggio in autostrada verso il mare…
Le dieci tracce di “Hogs In Fishnet” si dividono in una “funky side”, contaminata, ovviamente, da ritmi funky e andamenti anche stravaganti, e una “hard side”, più devota ad hard rock e blues.
L’indiscusso mestiere dei nostri si sente e gli Hogs maneggiano la materia con leggiadrìa e competenza, mescolando il rock che fa da solida ossatura alle influenze di cui accennavamo.
Il risultato può, di volta in volta, rimandare a qualche nome famoso e con una grande carriera alle spalle… io ci metto AC/DC e Led Zeppelin, soprattutto per una certa somiglianza di timbrica tra Simone Cei e i signori Scott e Plant, ma anche un po di Extreme e di Mr.Big.
A ben vedere, mi sembra che la “hard side” predomini sulla “funky”, che forse fatica a contenere e ad arginare un background fatto soprattutto di musica torrida e sanguigna, in cui le chitarre di Bottai, con il robusto sostegno del duo ritmico Gulli/Cantasano. Eppure, le cose migliori le troviamo, a mio avviso, proprio quando i nostri lasciano scorrere di più la vena quasi sregolata della prima parte, che da vita per esempio al trio di canzoni in apertura. Un altro picco è il gioiellino blues di “Wasting Time”, che mi fa venire in mente le cose più intimiste di Lenny Kravitz.
La cosa più scadente di “Hogs in Fishnet” alla fin fine è la copertina, banalotta, stereotipata e francamente mal realizzata, dubito che possa attirare qualcuno a dare un ascolto al disco, il che sarebbe quasi un autogol, perché, pur senza essere minimamente originale, la musica è ben scritta e ben suonata, anche fosse solo per divertirsi senza tanti pensieri.

Tracklist:

01. There's No Chance To Be Alive
02. Can’t Stop It
03. Lay Me Down And Pretend
04. Lots Of Butterflies
05. All For You
06. Behind The Eyes Of A Fool
07. Living By The Low
08. Wasting Time
09. Dance On Rock
10. Keep On Trying (I Got To Go)


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