Horrid – Beyond The Dark Border

Forest
2017
Full Lenght
Death Metal
Dunkelheit Produktionen

Gli Horrid tornano a massacrarci le orecchie il successore dell’enorme e superbo Sacrilegious Fornication. Chi si aspettava un ennesimo capolavoro di cotanta fattura resterà, presumibilmente, un poco deluso…ma veramente pochissimo perché il prodottino che abbiamo tra le mani è di altissimo livello e, a queste altezze, dobbiamo permetterci di spaccare il capello in quattro.

Beyond The Dark Border non è solo un album death metal. E’ il death metal spiegato agli sbarbatelli, a tutti quelli che “basta che sia roba d’oltreoceano e allora spacca”, a tutti quelli che “si ma suona bene anche con una drum machine”…si vabbè. La putrescente melma musicale agglomerata su Beyond The Dark Border ha la malsana capacità di mettere a repentaglio le vertebre cervicali e ve accorgerete. Riff granitici, ritmiche serrate e spaccaossa, growl da campionato mondiale; il tutto mai suonato a velocità estreme, cosa che rende fruibile ogni singolo passaggio, senza perdere nemmeno un’oncia in aggressività e brutalità.

Ci troviamo di fronte ad un gruppo di veterani che, sulla scena da quasi tre decadi, non ha più bisogno di sperimentare, di trovarsi o di reinventarsi. Quello che sanno fare bene lo conoscono e lo fanno: Death metal old-school da far drizzare i capelli…e non solo quelli. Fuori da ogni ottica di mercato il terzetto di Varese propone un sound che affonda le proprie radici in sonorità rocciose che richiamano alla mente, tra i tanti, i Bolt Thrower e non disdegna bordate ruvide più thrash oriented. Votati ad un suono pesante, corposo e pieno, ma anche vitale e dinamico che non disdegna aperture “melodiose” (passatemelo) laddove la corda è così tesa che rischia di spezzarsi, i nostri vengono anche coadiuvati da una produzione perfetta (16th Cellar Studio…e scusate se è poco). Ogni accostamento sarebbe comunque ingiusto e poco direbbe di chi sono gli Horrid e di che musica suonano…chi ci legge mastica metallo da mattina a sera e, sicuramente, ne sa anche di più di chi la recensione la sta scrivendo.

Finiamo di spaccare il capello in quattro e diciamo che, forse, per una band che sforna album di livello spostando di volta in volta l’asticella, 5 platter in un trentennio sono un po’ pochini…ma poi si sa, è sempre la qualità che conta. Soprattutto oggi.

Consigliato agli amanti del genere e della buona musica in generale…ma anche a chi abbia voglia di riscaldare ulteriormente la propria estate.

Tracklist:

01. The black March
02. Cursed Dunes
03. Blood painted Walls
04. The Eyes of Terror
05. The Statement
06. Sacrilegious Fornication
07. Missing End
08. Demonic Challenge
09. Beyond the black Border


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