Klogr – Black Snow

Forest
2014
Full Lenght
Alternative metal
Zeta Factory

Nessuno può negare che Gabriele “Rusty” Rustichelli sia l’anima, il motore e il deus ex-machina dei Klogr, e che stia portando avanti con grande determinazione la sua creatura.
Per una band nata da poco più di tre anni, infatti, i Klogr hanno bruciato le tappe.
Cura estrema per ogni aspetto, una attenzione al dettaglio, anche minimale, a partire dal monicker, la legge di Weber-Fechner messa in musica, dalla grafica dei dischi, dalle foto, dalla promozione martellante e aggressiva.
Un primo album, Till You Decay, uscito l’11/11/11, accolto entusiasticamente da pubblico e critica, sottoscritto incluso, subito seguito da un tour americano e numerose date in Italia, di cui troviamo 3 schegge nell’EP Till You Turn, con quattro nuovi brani.
L’EP segna anche la nascita della collaborazione tra Rusty e Giampi (chitarre), Joba (basso) e Ste (batteria) dei Timecut che , con l’aggiunta di Eugenio (chitarre) a tutti gli effetti sono i ‘nuovi’ Klogr. Seguono alcune date in Europa e poi arriva il tempo della Neve Nera.
“Black Snow” è uscito da due mesi, supportato da un nuovo tour europeo con i Prong, band seminale per il metal alternativo, e ha già raccolto un contratto fresco fresco per la distribuzione negli USA.
A primo impatto, il cd si presenta come degno successore dei primi due capitoli: grafica curatissima e intrigante, algida, di nuovo giocata su contrasti forti tra toni chiari e scuri, tra bianco e nero.
I suoni sono massicci, nitidi, quasi freddi; la voce graffiante di Rusty riversa sull’ascoltatore istantanee di un mondo sull’orlo dell’autodistruzione, a rendere esplicito la denuncia dei danni causati dall’uomo e l’impegno ambientalista che Rusty porta avanti in prima persona.
Riff che colano come un fiume di metallo pesante grazie alle tre chitarre, supportati da una sezione ritmica quadrata e spigolosa, su cui Rusty innesta le sue vocals aggressive e sofferte, urlate, sempre giocate sull’equilibrio tra la rabbia e la ricerca melodica.
Con il debut, l’alchimia è scattata dopo il terzo giro… le ritmiche, le linee melodiche, i refrain si fondono a dare forma a un metal moderno, nuovo e avvincente, per cui anche questa volta mi concedo numerosi ascolti prima di scrivere queste righe, in attesa che l’incantesimo scatti di nuovo.
Purtroppo qualcosa non va completamente per il verso giusto… “Black Snow” è un bel disco, curato, registrato in maniera ottima, ma, per qualche motivo, non riesce a coinvolgermi al 100% come “Till You Turn”.
Ci sono dei gran pezzi, come “Zero Tolerance”, che colpisce dura e diretta, coniata sul tipico sound dei Klogr, ma altri non rendono davvero, come “Draw Closer”, un fiume di metallo pesante, ma che non si infiamma, il refrain non cattura e il tutto si trascina un po’ stancamente. Anche la successiva “Hell Of income”, un nu-metal di matrice radiofonica conferma una certa freddezza emotiva, forse anche voluta.
Il disco comincia a decollare davvero al giro di boa, con l’accoppiata “Failing Crowns” e “Guilty and Proud”, superba e davvero convincente. Il registro si mantiene su livelli piuttosto alti e finalmente anche il coinvolgimento emotivo si riscuote e viene appagato, a culminare nella ballad “Ambergris”.
Nonostante non lo ritenga a livello della loro opera prima, “Black Snow” non è di certo uno scivolone. Ricordo che una delle critiche che veniva avanzata a “And Justice For All” era proprio la sua freddezza… in ogni caso un disco che merita un ascolto e che conferma le qualità del progetto Klogr. Aspettiamo il fatidico terzo disco.

Tracklist:

01. Zero Tolerance
02. Refuge
03. Draw Closer
04. Hell of Income
05. Life Is Real
06. Heart Breathing
07. Failing Crowns
08. Guilty and Proud
09. Plunder
10. Room to Doubt
11. Severed Life
12. Ambregris


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