Leathermask – Lithic

Forest
2017
Full Lenght
Thrash Metal
Sleaszy Rider Records

Trent’anni e non sentirli… il thrash metal, a dispetto di tante altre correnti e movimenti interni all’imponente mare magnum della musica metal, non sembra conoscere tramonto.

Ecco quindi che anche i Leathermask, band di miei conterranei (Pergine Valsugana, per la precisione) trovano il modo di fare capolino nel mercato per dire la loro, supportati dalla label greca Sleaszy Rider Records, che a più riprese ha mostrato interesse per band della penisola italica.
Il quartetto nasce nel 2011 con Valerio Luminati alla voce, Alvise Osti alla chitarra, Alessandro Buono al basso e Marco Gambin alla batteria.Il primo demo è “The Key”, del 2013, seguito dalla registrazione di “Lithic” nel 2015, ma che vede la luce solo nel 2017.

Il marchio è inconfondibilmente americano, ottantiano, Bay Area e sprazzi di NWOBHM; idee musicali ben precise supportate da una componente tecnica all’altezza e una voce non propriamente eccezionale, tendenzialmente acuta e nasale ma ben inquadrata nell’offerta generale dei nostri. Saccheggiando a piene mani la lezione di Metallica, Megadeth e Anthrax, gli otto pezzi che vanno a comporre “Lithic” mostrano una band giovane ma nella piena coscienza dei suoi mezzi: senza strafare, convincono.

L’opener “The Cyclops” è un pezza più heavy che thrash, cadenzato e pulsante, abbastanza anthemico da meritarsi l’onore di aprire il disco; “Motherfucker(s)” è decisamente più thrash, ma anche meno ispirata, specie nel refrain ripetitivo e scontato. “Struggle” rispolvera l’approccio dei Megadeth alla materia, un po’ la cifra stilistica più marcata del quartetto. “Lede Mas” è un imponente brano di più di 9 minuti che non scivola mai nel banale, ma forse avrebbe reso meglio se un po’ sforbiciato nella durata. Lo stesso discorso si può applicare anche a “A Blasted Heath”, cupa ed oscura nel suo incedere ma che sfuma, inaspettatamente in un trip rock psichedelico, oppure “The Dusk”, che parte da dove si ferma la precedente, ritrova territori heavy thrash e si schianta su riff pesantissimi e rallentati. Mancano all’appello “Inside-Burnt Generation”, diretto e sfrontato. Pura scheggia thrash metal ben riuscita, e la conclusiva “Noise”, in cui il suono si fa più modernista ma senza lasciare i territori d’elezione.
“Lithic” ci restituisce una band con buone potenzialità, con qualche limatura da fare ma certamente sulla buona strada. Promossi!

Tracklist:

01. The Cyclops
02. Motherfucker(s)
03. Struggle
04. Lede Mas
05. Inside-Burnt Generation
06. A Blasted Heath
07. The Dusk
08. Noise


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