Martyr Lucifer – Farewell to Darkland

Forest
2011
Full Length
Dark/Gothic Metal
Buil2Kill Records

Ho scoperto per caso il progetto Martyr Lucifer qualche mese fa utilizzando l’opzione random band del sito Encyclopaedia Metallum. La pagina dedicata a questa gothic metal one-man-band mi aveva incuriosito, ed ero ansioso di poter sentire qualche pezzo… Dopo poco tempo, eccomi qui a recensirne l’album di debutto, intitolato “Farewell to Graveland”.
Un lavoro sicuramente di qualità, ben prodotto e ben registrato, per la realizzazione del quale il leader Martyr si è circondato di una line-up di tutto rispetto (battezzata da lui stesso con il nome di Graveland Ensemble), comprendente fra gli altri il batterista Adrian Erlandsson (At The Gates, Paradise Lost, Valenfyre), ospite di prestigio in cinque tracce.
“Janus”, il brano strumentale di apertura, ci introduce nel vivo di questa particolare proposta musicale: una breve sinfonia di metal moderno con sfumature pinkfloydiane, che inaspettatamente va a congiungersi ad un pezzo dalle sonorità quasi antitetiche, ovvero la title-track “Farewell to Graveland”, che potrebbe sommariamente essere descritta come una versione metallizzata di qualche classico dei Cure o degli U2 (provate a fare un confronto con il brano “I will follow” di Bono & co. per capire cosa intendo), caratterizzata da una voce baritonale in stile Nick Cave che intona melodie malinconiche nelle strofe, per poi lasciare spazio ad un’apertura più aggressiva nei ritornelli.
L’accostamento dei vari elementi produce un effetto spiazzante, ma allo stesso tempo si rivela molto interessante e originale. Una delle peculiarità più apprezzabili di questo progetto sembra essere proprio la versatilità con cui i vari musicisti si misurano con generi e stili molto distanti l’uno dall’altro, catturandone l’essenza e mettendola al servizio del leader Martyr, il quale ha così la possibilità di dirigere il suo Graveland Ensemble tessendo variopinte trame sonore, e dimostrando altresì personalità, voglia di sperimentare e temerarietà.
Tra i pezzi secondo me più riusciti citerei senz’altro “Onironauta (The Demon of the Earth)”, caratterizzato da una struttura non convenzionale e da uno spiccato gusto per la progressione sonora. Nel brano si susseguono riff e contaminazioni elettroniche al limite dell’industrial metal, inattese strofe sussurrate, ed esplosioni in stile extreme progressive metal (Arcturus, Ihsahn) nelle quali spicca il drumming particolarmente ispirato e trascinante di Adrian Erlandsson.
Ma la vera sorpresa di questo album è rappresentata dalla cover di Francesco Guccini “L’albero ed io”, che realizzata alla maniera di Martyr Lucifer assume sfumature assimilabili per atmosfera e pathos ai Bad Seeds del già citato Nick Cave. Sono convinto che insistere maggiormente su questa via, fondendo un cantato in italiano di forte intensità con le sonorità metal ibride esplorate in altri brani, potrebbe rappresentare un campo di esplorazione musicale non indifferente, che conferirebbe a questa one-man-band un inedito elemento di originalità da sfruttare a proprio favore negli anni a venire.
In definitiva, “Farewell to Graveland” è un album consigliato soprattutto a chi predilige lavori più ricercati rispetto a proposte maggiormente standardizzate, anche se, vista la versatilità stilistica dell’intero progetto, sono sicuro che da un ascolto attento ogni metal fan sarà in grado di ritrovare elementi in grado di compiacere il proprio gusto musicale.

Tracklist:

01. Janus
02. Farewell to Graveland
03. Turmoil
04. From Under the Ground
05. Noctua Munda
06. Onironauta (The Demon of the Earth)
07. L'albero ed io
08. The Dustflower
09. They Said With Time All Wounds Will Heal
10. The Horseride
11. Waiting for the Daw


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