Mesosphera – Mythopoiesis

Forest
2017
Full Lenght
Technical Death Metal
Autoprodotto

Ottimo debutto sulla lunga distanza per i ragazzi di Albano Laziale. Nati nell’ottobre 2011 da un’iniziativa di Valerio Catoni (chitarra) e Adriano Ricci (basso) i Mesosphera trovano, a giugno dell’anno successivo, i componenti per completare la formazione: Gabriele Massa (voce), Giovanni Mauriello (seconda chitarra) e Marcello del Monte (batteria) e registrare – dicembre 2012 – il loro primo EP Open Alfa 1.0. Ad inizio 2013, all’indomani dell’uscita dell’EP appena menzionato, del Monte lascia spazio dietro le pelli e viene rimpiazzato da David Folchitto (Stormlord, ex-Kaledon).

L’intensa attività live è il carburante giusto per affrontare una nuova sfida: la composizione del debut album Mythopoiesis che in questa sede ci apprestiamo a recensire.

La proposta del quintetto laziale si configura come un death metal tecnico, molto pulito e articolato; il punto forte del platter sono le atmosfere che, di volta in volta, si vanno ad intrecciare con l’elemento prettamente death: progressive (Light of Deliverance); “jazz” (Destroy the Earth); fusion (Glowing Sunrise – strumentale); rock-opera (Oidipous Tyrannos); heavy (Mythopoiesis). Tecnicamente ineccepibili (beh, cosa vi aspettavate?!?) e molto coinvolgenti nelle composizioni grazie ad un lavoro di song writing ben articolato, vario e strutturato, i Mesosphera consegnano un debut di tutto rispetto. La parte ritmica è imperiosa e le sei corde tengono il passo cimentandosi in strutturazioni complesse e mai scontate. Ottimo il lavoro fatto in post produzione, ogni suono è al proprio posto, ogni strumento con la giusta intensità, il giusto tono, il giusto volume. Per essere un’autoproduzione, nulla di scontato.

Le uniche due “pecche” che mi sento di segnalare – da quasi puritano del genere – sono:

  1. 1. La voce di Gabriele Massa è meravigliosa nel growl ma non altrettanto efficace nello screaming…perché non puntare di più sulla pesantezza tout court?
  2. La copertina è assolutamente inclassificabile (passatemi la franchezza)…vabbè che non da quella giudicheremo il contenuto…ma anche l’occhio vuole la sua parte!

Disco interessante per gli amanti del genere…ma ho la sensazione che il prossimo sarà ancora meglio.

Lo aspettiamo con ansia.

Tracklist:

01. Light of Deliverance
02. Xenomorph
03. Destroy the Earth
04. Glowing Sunrise
05. Mesosphera
06. Oidipous Tyrannos
07. Star Gate
08. Mythopoiesis
09. Tyrrhenian Shore
10. The Trickster of Seville


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