Nidhöggr – Ragnarök

Forest
2016
Full Length
Black Metal
Lake of Fire Productions/
Craneo Negro Record

Sono in quattro, sono svedesi, esordiscono con un full-length dal titolo “Ragnarök”… insomma cosa vi aspettate di sentire?
Dopo un EP nel 2015 (Turn to Ash) il quartetto di Falkenberg, i cui membri risultano già attivi all’interno della scena svedese (Styggelse, Pagan Rites, Craft, Omnizide, El Camino, In Pain, Karnivore, Goat Skull), ci propongono un ritorno al fulmicotone sulla lunga distanza.
Il platter in questione, in uscita il 25 del mese corrente (marzo 2016), vedrà la luce per i tipi della Lake of Fire Productions (formato digitale) e della messicana Craneo Negro Records per l’uscita fisica (CD e vinile).
Una proposta, quella di Hveðrungr e soci, che ci catapulta indietro di una ventina d’anni, quando suonare black metal significava picchiare forte e creare il gelo intorno. La componente forse più interessante è quella puramente heavy delle partiture come ad esempio gli incastri di chitarra e batteria su “The Nine”, i riffoni dal touch più moderno di “Ragnarök” o l’intro in stile Motörhead di “Turn to ash”, solo per citare quelli più accattivanti.
Se dovessi citare un nome e un album direi Carpathian Forest, “Strange old Brew”.
Al di la della componente heavy, i nostri fanno leva su un sound grezzo e graffiante, in linea con un certo modo, quello novantiano, di concepire il black. Suoni sporchi, batteria ovattata e blast-beats come se piovesse, chitarre a grattugia e tremolo picking, screaming efferato che grugnisce testi in linea sia con il titolo dell’album che con il moniker del gruppo: Níðhöggr (“colui che colpisce con odio”) è, nella mitologia norrena, il nome dato ad un lindworm, una creatura malefica simile ad une enorme serpente (Fonte: Wiki).
Mitologia, dunque, e sporcizia, gli ingredienti ci sono tutti e sono quelli che danno vita ad un prodotto che, pur non brillando per originalità, farà felici i black metallers più intransigenti ed ortodossi e i nostalgici, costretti a scremare, all’interno di una scena che sempre più risulta diluita e pulita, grazie alle (o a causa delle) nuove tecnologie per la registrazione.
Non imperdibile…

Tracklist:

01. Angrboða
02. Malice striker
03. The raid of Lindisfarne
04. Turn to ash
05. Cold
06. The wolves
07. Ragnarök
08. The nine
09. Sacrificial bloodshed


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