Ozora – Perpendicolari

Forest
2017
CD
Alternative Metal
Rockshot Records

L’Italia è il paese più bello del mondo; la cucina italiana è la più buona del mondo; la moda italiana e la migliore del mondo… ma quando si viene al metal italiano nel mondo, la lingua più usata è l’inglese. È per questo che accolgo sempre con grande gioia i dischi dei metallari di casa nostra che scelgono con determinazione di usare la patria lingua e gioisco ancor di più quando suddetti dischi sono davvero ben scritti e suonati.
Benvenuti quindi ai torinesi Ozora (Paolo Marre, chitarre; Syd Silotto, voce e tastiere; Luca Imerito, basso; Danilo Sakko Saccotelli, batteria e percussioni), che con il loro debutto “Perpendicolari” mostrano come si può scrivere un disco dal respiro internazionale con testi che funzionano estremamente bene anche in italiano, anzi, che valorizzano il tutto.
La commistione del metallo moderno e vagamente progressivo, cattivo ed abrasivo come la tradizione punk ed HC vuole e comanda con il cantato in lingua madre funziona a dovere.
Siamo di fronte a degni compari dei Klogr, per restare sul suolo italiano, e lo sguardo, come quello di Rusty e company, è rivolto al mondo, da conquistare con sound deciso e piglio arrembante.
Già l’opener, breve e fulminante, mette tutte in tavola le carte del quartetto: buona musica, scritta bene e suonata meglio.
Ma gli Ozora non sono bravi solo a graffiare… se “Idiometria” è una scheggia di HC metal senza compromessi, la title track si muove suadente e subdola, il basso funkeggia corposo su ritmiche pacate, fino ad aprirsi in un refrain melodico e anthemico e a chiudersi con un break in odore di progressive e ritmi spezzettati.
E poi “ A Terra”… metallo metalloso, pesante e cattivo, “Il Profeta”, progressiva e aperta, “La Tua Piccola Tragedia”, una poesia in parole e metallo, in cui l’anima prog serpeggia inquieta.
Interessante e ben fatta la cover di… udite udite, Fabrizio De Andrè, che nelle mani degli Ozora acquista una dimensione folk metal. A chiudere, segnalo i 7 minuti di “L’avevi detto tu”, sostenuti egregiamente, senza nessun cedimento a soluzioni stanche o ripetitive, e la ballad sofferta e drammatica “amOre”.
Un applauso al quartetto, davvero interessante e soddisfacente… mi spiace solo averli scoperti così tardi.

Tracklist:

01. Idiometria
02. Perpendicolari
03. A Terra
04. Il Profeta
05. Orlando
06. La Tua Piccola Tragedia
07. Volta La Carta
08. La Coda
09. L’Avevi Detto Tu
10. amOre


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