Perpetual Fire – Bleeding Hands

Forest
2017
CD
Melodic Power Metal
Sleaszy Rider Records

Graditissimo ritorno dei Perpetual Fire, band milanese che abbiamo avuto modo di apprezzare con il precedente “Invisible”, di ben 6 anni fa. La band fondata da Steve Volta, chitarrista di spessore per anni alla corte di Pino Scotto, forte di una line-up stabile e solida come una roccia, sforna un disco migliore del precedente, che enfatizza gli aspetti migliori del disco precedente.
Di nuovo con noi quindi il vocalist Roby Beccalli, il virtuoso bassista Mark Zampetti e il drummer Cisco Lombardi assieme al nuovo arrivato Mauro Maffioli alle tastiere.
Il sound a base power metal dei nostri si colora qui maggiormente di influssi diversi, provenienti dall’hard rock, dal metal moderno, dal progressive.
L’opener “Psycho Cancer” è un heavy metal diretto ma molto melodico, una sintesi tra un sound quasi class/AOR e il power nordico alla Sonata Arctica, con break pianistico a rompere la tensione e mettere da subito in evidenza il ruolo di Mauro. “Scrambled” è un hard rock moderno e torrido, con riffone in palm muting e ritmica pulsante che invita all’headbanging. Veramente bello il solo di Steve, che comunque avrà modo in tutto il disco di mostrare la sua abilità con la sei corde. “Queen Of Honor” svolge i ruolo di una sorta di power ballad di classe, graziata da un gran solo di basso di Mark. “Bloody Apple” ci porta nei territori di un power metal di nuovo molto melodico e quasi pomp, e che l’America sia un dei poli di attrazione dei nostri viene reso evidente da una riuscita cover di Tush dei ZZTop. I Perpetual Fire sanno comunque trovare anche note più oscure, come quelle che serpeggiano in “Look Beyond The Night” o nella successiva e più moderna “When You’re Dead”, in cui anche l’ugola calda, ruvida e duttile di Roby riesce a trovare punte di veleno e cattiveria. “Crimson Twilight” porta in alto il trademark del power italiano, quello dei Labyrinth e, citazione quasi obbligatoria, dei Crimson Wind. Bel pezzo.
Siamo quasi alla fine, i toni si fanno per un momento malinconici e soffusi, “Let The Snow” è una ballad per tastiere e voce struggente… Roby svetta per una interpretazione sentita, ottimamente supportata da Mauro. Chiudiamo con “A New World Begins”, un mid tempo dalla ritmica trascinante, cortesia del drumming ricco di accenti e sfumature di Cisco, e con un refrain dalla presa indiscutibile.
40 minuti godibili sotto tutti gli aspetti, che danno la misura dell’ottima salute, per lo meno quelitativa, della scena italiana.

Tracklist:

01. Psycho Cancer
02. Scrambled
03. Queen of Honor
04. Bloody Apple
05. Tush
06. Look Beyond the Night
07. When You’re Dead
08. Crimson Twilight
09. Let the Snow
10. A New World Begins


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