Planethard – Now

Forest
2014
Full Lenght
Alternative/Modern Rock
Scarlet Records

Che botta! Eh sì, è questo che mi viene in mente ascoltando il nuovo “Now” dei Planethard che ritornano sul mercato aggiungendo una bella dose di andrenalina al proprio sound. Il nuovo corso della band presenta alla voce Davide Merletto che contribuisce in parte alla svolta musicale dei nostri che abbandonano le sonorità hard rock del debut “Crashed” in favore di un modern rock che in questi ultimi anni ha trovato i maggiori intepreti in band come Alter Bride, Stone Sour, Three Days Grace, Breaking Benjamin.

Cosi ci troviamo ad ascoltare riffs massicci, con una distorsione “satura”, che alternano accordi pieni ad altri stoppati infacarciti di armonici, pattern di batteria più aggressivi e soprattutto un cantato meno patinato, più nervoso che aggredisce le linee vocali. E qui la scelta del singer Davide Merletto si è dimostrata vincente portando a compimento la mutazione genetica cercata dal mastermind Marco D’andrea. Se vogliamo azzardare un paragone il gruppo sembra ripercorrere lo stesso sentiero che hanno intrapreso i Lacuna Coil con sonorità che, per gusto, si avvicinano all’audience statunitense.
Ed in effeti “Now” suona molto americano e quasi non si avrebbe difficoltà a scambiarlo per una produzione USA. In realtà è stato prodotto interamente in Italia sotto le sapienti mani (ed orecchie aggiungerei) di Matte Magni e dei suoi Magnitude Studios a cui si è affiancato lo stesso Marco D’andrea.

La tracklist si presenta piuttosto omogenea con una predilizione di brani heavy, incazzati e dalla vena quasi oscura, con linee vocali che non sempre sprizzano l’occhio all’airplay e forse questo è uno dei limiti di questo album che necessita di un pò di ascolti prima di apprezzarne al meglio sia le componenti armoniche che la melodia delle vocals. Insomma, ai primi ascolti è l’impatto sonoro quello che ti colpisce per primo, che ti spiazza se pensiamo alla precedente release, ma poi ascoltando con attenzione emerge la cura dei particolari sia in fase di songwriting che di arrangiamento.

L’album si apre con “Play Harder”, un titolo più che azzeccato per descrivere questa traccia che fin da subito ci presenta i nuovi Planethard con un brano massiccio fatto di riffs nervosi e vocals aggressive che nel chorus lasciano spazio ad una melodia più radiofonica. Sulle stesse coordinate musicali si muovono “The One” e le tracce successive, e dobbiamo arrivare a “Inglorius Time” per ascoltare una variazione sul tema con le sonorità che strizzano l’occhio all’alternative rock. La ballad “Don’t Say Goodbye” è un potenziale hit radiofonico, vicino per gusto ai migliori Nickelback, e se fossimo negli States sarebbe già passato in heavy rotation nelle radio specializzate… ma siamo in Italia e quindi se volete gustarvela vi toccherà acquistare quest’album. Ritroviamo ancora l’alternative rock nella bella “Underworld” con le strofe che poggiano su riff arpeggiati per poi aprirsi su un esplosivo chorus elettrico.
Chiude la title track “Now”, ancora tra parti arpeggiate ed un riffing quasi post metal nel ritornello per un riuscito gioco di chiaro/scuri.

In definitiva non possiamo che apprezzare la svolta stilistica dei Planethard, la loro metamorfosi musicale è ancora in divenire e prima di concludersi dovrà giungere ad uno stile più personale, oggi ancora debitore dei principali intepreti del genere. Per il momento la strada intrapesa è quella giusta come testimonia questo ottimo lavoro.

Tracklist:

01. Play Harder
02. The One
03. Awake
04. Neverfailing Superstar
05. 15' Of Fame
06. Inglorious Time
07. Shall We Be Safe
08. Don't Say Goodbye
09. She's All Over
10. Fight It Out
11. Underworld
12. Now


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