PTSD – A Sense Of Decay

Forest
2014
Full Lenght
Alternative/Progressive Metal
My Kingdom Music

Per forza di cose accantonati in un angolo, i PTSD si ripropongono prepotentemente alla mia attenzione per una meritata, per quanto tardiva, recensione.
Ennesimo colpo messo a segno dalla My Kingdom Music, i PTSD firmano il loro secondo disco (“Buleporm” il debutto), ed è un gran bel disco.
La bio li accoda alla tradizione di 30 Seconds To Mars, Alice In Chains, System Of A Down e Breaking Benjamin… e la cosa ha il suo senso, se li accorpiamo al movimento che possiamo definire “alternative metal”.
A mio modesto parere, i primi sono davvero troppo pop, degli Alice in Chains troviamo echi ben definiti nelle voci e nei cori e in una generale atmosfera malinconica e introspettiva, i System Of A Down sono troppo su un stella tutto loro da cui i PTSD attingono qualche sprazzo di verve creativa. Da Breaking Benjamin e Korn mutuano il sound moderno e “nu metal”, ma quello che non emerge dai riferimenti è una marcata indole progressive, amplificata certamente dalla presenza di un grande batterista come Marco Minneman; lontana dai grossi nomi e più vicina a band come gli immensi Heaven’s Cry.
In effetti può essere quasi sorprendente come a livello vocale e di intensità emotiva, nei PTSD gli Alice in Chains e questi ultimi si trovino a congiungersi…
Mostrando una grande duttilità esecutiva e compositiva, se non proprio originalità tout-court, i PTSD si trovano molto a loro agio a sintetizzare parti decisamente heavy con inserti di elettronica, ritmiche pop-dance a sfuriate quasi thrash, parti progressive ed approcci più rock, il tutto senza forzature, e non mi sembra poco.
I passa 60 minuti di ascolto sono tutti di livello più che buono, tra le tracce segnalo l’opener “Event Horizon”, “Parasomnia”, “Staring the Stormwall”, che insieme a “Solar Matter Loss” e “…If?” rappresentano i momenti più progressivi del lotto. Belle anche le altre tracce, tra cui spicca, piu per l’origine che per altro la cover di Anastacia “Heavy on My Heart”, ben resa. Se proprio una non mi ha detto niente è il remix di “Event Horizon”, ma tanto mi godo l’originale.
Maiuscola la prova vocale di Henry Guy, versatile e intenso nella sua interpretazione, mentre solo bravissimi Yorga (chitarra solista), Jason (chitarra ritmica e potente) e Logan (basso).
Inseriti nella mia lista della spesa personale!

Tracklist:

01. Event Horizon
02. A Reason to Die
03. Parasomnia
04. Staring the Stormwall
05. Suicide Attitude
06. A Sense of Decay
07. Breathless
08. Solar Matter Loss
09. By a Thread
10. Heavy on My Heart (Anastacia cover)
11. ...If?
12. Event Horizon (Forgotten Sunrise remix)


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