Rustless – Guardian Angel

Forest
2014
Full Lenght
Hard'n'Heavy
Buil2Kill Records

Terzo lavoro per i Rustless, la band degli ex-Vandium Stefano Tessarin (chitarra, cori), Ruggero Zanolini (tastiera) e Lio Mascheroni (batteria), che sono più che decisi a scrollarsi di dosso un passato che li ha di certo aiutati ma che rischia di diventare anche un fardello più che ingombrante.
Di nuovo con Roberto Zari (voce, cori) e con il nuovo arrivato Emanuele Panza (basso), i nostri sfornano un disco che segna il distacco definitivo dal hard rock diretto e sanguigno della band originaria. Parliamo sempre di quella mistura di hard rock e heavy metal che molto attinge al mondo ‘classico’, ma qui aggiornato con un approccio più vario e, a tratti, progressivo.
In questa direzione leggiamo la presenza di Katija Di Giulio (violino), Mery Macchi e Judie Galbiati (cori) e un songwriting che cerca di ampliare gli orizzonti.
Che ci sia parecchia esperienza in ballo si sente, dalle prove strumentali a quelle compositive… segnalo solo una certa mancanza di frequenze basse, che vanno a discapito soprattutto della batteria.
Parliamo adesso della cosa più importante: la musica!
Tocchi AOR sapientemente dosati donano levità e un gusto a stelle e strisce a brani come l’opener “A New Beginning”, mantentendosi legata agli anni ’70 grazie alle tastiere di Zanolini, figlie del glorioso Hammond; “Remember Your Name” si ancora alla più classica tradizione hard rock, sporcandosi appena di blues. “I Don’t Care” e ancora più “Coming Home”, una delle highlight del disco, migrano verso territori più progressivi, contenuti da una durata ridotta sotto i 4 minuti.
Per “One Day” possiamo disturbare i Rainbow e il loro tono epico.
gran bel brano. “Summer Rain” è una ballad molto americana e abbastanza innocua, soprattutto se paragonata a quel pezzo da novanta di musica ed emozioni che è la title track, il vertice assoluto del disco. “The Night Before the War” ci cala in territori dinamici e potenti; “Trying not to Fall” invece è forse il pezzo meno riuscito di tutti, dallo sviluppo incerto e troppo altalenante, pur cercando di incastrarla nell’anima più progressiva del platter. È in questo frangente che l’ugola alta e modulata di Roberto Zari sembra mostrare un po’ la corda, a volte costretta a picchi che non le sono congeniali. Gradevole l’intermezzo strumentale “No Frontiers”, il progressive anni ’70 va a incontrare il pomp e il prorgessive metal odierno di “Thougth”, avvicinandosi a cose dei Ten.
Con la potente e diretta “Save Me”, personalemte avrei posto una degna fine a “Guardian Angel”
ma c’è posto per una breve ballad strumentale, che ci congeda con classe e delicatezza da un disco
davvero degno di musicisti con una grande storia alle spalle ma anche con un bel futuro davanti.

Tracklist:

01. A New Beginning
02. Remember Your Name
03. I Don't Care
04. Coming Home
05. One Day
06. Summer Rain
07. Guardian Angel
08. The Night Before the War
09. Trying not to Fall
10. No Frontiers
11. Thoughts
12. Save Me
13. After the End


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