Soul Rape – Endless Reign

Forest

Full Length
Progressive Extreme Metal
Punishment 18 Records

Tra le miriadi di esordienti di belle speranze che sottopongono alle nostre orecchie e al nostro giudizio, ti chiedi quali faranno la fine delle meteore, sparendo all’orizzonte dopo un brevissimo baluginio di luce.
Tra questi lampi di luce, qualche volta splendono quelle che sono delle supernove, band con capacità tecniche, maturità compositiva e “attributi”, e tra queste metto a pieno titolo i varesini Soul Rape.
Il debut di questo quartetto è un disco da urlo, un mix stratosferico di metallo rovente e progressioni/digressioni molto tecniche che è riduttivo etichettare come progressive death metal.
Non siamo dalle parti degli Opeth, quanto piuttosto dobbiamo tirare in campo Carcass, Coroner, Atheist, Death… tutta gente che sa come picchiare e come strappare gli orecchi a chi ascolta.
Non una sbavatura a cercarla con il lanternino, e una naturalezza nel combinare parti marcatamente death e possenti con svisate decisamente progressive.
A fare da trait d’union le vocals ‘cattiverrime’ di Larry, impegnato anche con la sei corde, sempre aggressive e growl, ma che sanno essere anche davvero inquietanti. Le partitute di chitarra sono, a mio avviso, eccezionali; egregiamente tecniche ma soprattuto mai fini a se stesse: qua non ci sono elucubrazioni mentali e roba astrusa, il primo e unico dogma è colpire duro! Complimenti quindi a Tambo, l’altra ascia del gruppo, come complimenti sono dovuti anche a Giulio e Peterbat (dai Node), sezione ritmica all’altezza su tutta la linea.
Le danze si aprono su una titletrack che tiene i ritmi piuttosto moderati per un pezzo di carattere death ma tutto sommato molto melodico e orecchiabile (per quanto può esserlo il death).
“Like the Serpent’s Tongue” comincia a scoprire le carte e si cominciano a percorrere sentieri come quelli battuti dagli Archenemy: ritmiche pulsanti, riff low tuned e voce che trova spiragli melodici quasi inaspettati. Ciliegina sulla torta, un’ospitata di Jeff Loomis con un bel solo alla sua maniera. Prima highlight… ma d’altronde i Soul Rape non calano di un pelo il livello qualitativo. Grandi pezzi si susseguono, da “Illusion & Sufference” a “Soul Rape” (brivido!!!), passando per una spiazzante “Saudade De Morte” che incornicia in una bossa nova un pezzo fulminante, o una “With My Fingers I’ve Touched Death” che chiama in causa il terzetto svizzero di medici legali più di qualsiasi tributo.
Non c’è niente da dire, se amate il death tecnico avete trovato i best new-comer della scena, fateli vostri.

Tracklist:

01. Endless Reign
02. Like the Serpent's Tongue
03. Illusion & Sufference
04. Gargoyles
05. With My Fingers I've Touched Death
06. Saudade de Morte
07. Soul Rape
08. Primordial Paradox


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