Steel Seal – The Lion’s Deal

Forest
2017
Full Lenght
Metal Neoclassico
Underground Symphony

Gli Steel Seal sono un gruppo romano e giungono alla loro terza uscita discografica dopo due precedenti release che hanno visto protagonisti vocalist del calibro di DC Cooper (Royal Hunt) e Thomas Vikström (Therion, Talisman). Anche in questo nuovo “The Lion’s Deal”, uscito per Underground Symphony, troviamo la presenza di un big dietro al microfono come Fabio Lione, che probabilmente si rivela la scelta migliore per esaltare il metal neoclassico degli Steel Seal. La loro proposta pesca a piene mani da quel filone inagurato dai Rainbow di Blackmore, consacrato nei primi anni ’80 da Yngwie Malmsteen e che negli anni a seguire ha creato una serie infinita di band emuli del guitar hero svedese. Diciamo subito che questo “The Lion’s Deal”, pur essendo un disco smaccatamente neoclassico, fortunatamente non è il tipico album che tedia l’ascoltatore con un diluvo di armoniche minori dove ogni canzone è sacrificata sull’altare del virtuosismo più estremo. Al contrario i nostri non perdono mai il controllo del brano e utilizzano gli elementi neoclassici per completare un songwriting che non produce uno sterile accompagnamento ritmico dove riversare un diluvio di note senza capo ne coda. Il risultato finale, pur con tutti i limiti dell’originalità e delle inevitabili citazioni classiche (il Dies Irae di Mozart, la Quinta di Beethoven, l’Adagio di Albinoni) ci consegna una serie di canzoni davvero gradevoli, travolgenti nel loro incedere dove la voce di Lione, con un’interpretazione alla “R.J. Dio” assurge al ruolo di classica ciliegina sulla torta completando così l’ottimo lavoro del chitarrista Marco Valerio Zangani e del tastierista Adriano Rossi. La tracklist si muove tra up-tempo e mid cadenzati, tra hard rock barocco (Rainbow) e brani più cattivi con ritmiche vicine al power metal ed una smaccata vena melodica.
Forte di una produzione che esalta la dinamica del suono, con un buon mix tra voce e strumenti, l’album suona godibile e scorre veloce fino alla fine. Tra le tracce migliori piazziamo l’opener “Never Die” con l’incipit del Dies Irae che spiana la strada ad un brano tipicamente Malmesteen e con un Lione che funge da effetto “overboost” con un’interpretazione cattiva e trascinante. Musicalmente troviamo il solito intreccio tra chitarra e tastiera con una parte solista che non suona slegata rispetto al tema principale della canzone. Della stessa fattura è “Break Your Chains” con il suo andamento alla Rainbow (era R.J. Dio) e un assolo di ispirazione rock. La travolgente “Fate (Knocking at Your Door)” prende in prestito la celebre Quinta di Beethoven per costruire un up-tempo che corre come una scheggia impazzita mentre “Wake of Sleep” vira su sentieri hard rock con un indovinato riff di apertura ed un chorus vincente.
Insomma in “The Lion’s Deal” troviamo tutti gli elementi che gli appassionati di chitarra cercano senza che la loro attenzione sia catalizzata esclusivamente sulle partiture soliste. Questo grazie ad un songwriting ispirato dove lo sviluppo delle composizioni non gira intorno alla tecnica dei sui intepreti, ma ne trae forza ed ispirazione per creare un album di ottimo metal neoclassico.

Tracklist:

01. Never Die
02. Master of Hell
03. Open Fire
04. Break your Chains
05. Fate (Knocking at your Door)
06. Lonely
07. A Dream Within a Dream
08. In For the Kill
09. Waiting for the Rain
10. Wake or Sleep


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