Terzolivello – The Silent City

Forest
2010
Full Length
Rock/Wave/Alternative
Warner Chappel/
Copro Records

Dopo i Blame, un’altra band del mio Trentino raggiunge l’agognato traguardo del contratto e del debutto ufficiale. I Terzolivello (al secolo Denis Cappelletti –voce; Loris Travaglia – basso; Andrea Sadler – batteria; Francesco Nardelli – chitarra), attivi dal 2003, hanno percorso negli anni un percorso di maturazione/evoluzione artistica che li ha portati dal metal ai confini col death degli esordi, documentato dall’EP Synapsy, a suoni più vicini al crossover/metalcore di Waiting For Tavor fino all’attuale sound rock/wave oscuro e malinconico del debut album.
The Silent City “esplora, in chiave provocatoria, i paradossi della società industriale intesa come ammasso di persone che hanno dimenticato i valori della vita e vivono come ipnotizzati da quelli che sono universalmente riconosciuti come gli unici obbiettivi da raggiungere: la fama, la ricchezza e il potere. Tale società è inevitabilmente destinata a soccombere sotto il peso degli stessi miti che alimenta con tanta forza” (dalla bio).
Il concept dell’album è sviluppato attraverso 10 brani (11, contando una fantomatica ghost trck multimediale che non ho capito come si utilizza) che, come detto, hanno abbandonato i territori propriamente metal per lidi vicini al rock/wave, declinato in maniera molto energica, con riff e ritmiche decise, forse un tantino ricorrenti nelle varie tracce; duetto basso/batteria funzionale ma efficace, vocals multiformi e istrioniche, indecise tra Giuliano Sangiorgi e Warrel Dane. Il sound è diretto e per certi versi scarno, privo di qualsiasi voglia parte solista, devoto alla ricerca dell’impatto e del coinvolgimento emotivo. Direi che l’obiettivo dei nostri è centrato quasi in pieno; tracce come l’opener “In This Moment”, “Cherry Slot”, che nel refrain non disdegna di cercare l’addentellato a certe power ballad (termine che uso in senso ampio) dei Nevermore per l’accostamento di rabbia e malinconia, la nuova versione di “Walking In The Snow” (io preferivo la vecchia, più energica), la cattivissima “Nevertold Life” riescono a catturare l’attenzione dell’ascoltatore.
Il disco, come già detto, difetta in qualche soluzione melodica e ritmica ricorrente, quasi abusata, e in una pronuncia inglese non perfetta, ma potrà di certo piacere a chi cerca un rock moderno e potente con una strizzata d’occhio oltremanica e oltreoceano.

Tracklist:

01. Bellatrix smile
02. Cherry slot
03. Heartbreak hotel
04. In this moment
05. Walking in the snow
06. Syntetic
07. Lost
08. Indifference
09. Happy birth men
10. Nevertold life
11. ???.


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