Umbra Noctis – Via Mala

Forest
2017
Full Lenght
Post Black Metal
Novecento Produzioni

Premetto: è il primo album dei Mantovani Umbra Noctis che ascolto e recensisco. Giungo, pertanto, completamente vergine di pregiudizi e/o aspettative. I sensi sono allerta e cercano di cogliere le prime impressioni “a pelle”.

La prima cosa che mi viene da dire, vedendo la presentazione grafica, è che il font utilizzato non si intoni molto con la foto di copertina.

Poi leggo sulla pagina FB che il genere proposto è un unconventional extreme Metal…definizione alquanto coraggiosa nella misura in cui, più che aprire un ventaglio di possibilità, dischiude un abisso, un baratro sul molteplice che, facile a dirsi, potrebbe ingoiare chiunque osasse affacciarvisi.

E proprio questo mi sembra essere ciò che è successo ai ragazzi di Mantova.

Lo dirò chiaramente: a me Via Mala non è piaciuto ( e sottolineo a me); sono troppo vecchio per fingere o per essere politicamente corretto. D’altronde è meglio una recensione critica ma sincera, piuttosto che una sviolinata ipocrita.

Ed ecco le mie motivazioni: come ho detto poc’anzi, benché io non ami le etichette, reputo la definizione unconventional extreme Metal un po’ troppo ampia, nel senso che dentro può confluire qualsiasi cosa; ed è, effettivamente, quello che succede su Via Mala. Al di là delle etichette credo che debba essere chiaro, almeno ai componenti del gruppo, quello che stanno proponendo; vogliamo suonare black metal con influenze post rock? Benissimo, cosa caratterizza i due indirizzi musicali? Troviamo un paio di linee guida e mettiamole in musica…il rischio che si corre, senza una minima traccia da seguire, è di buttare nel calderone un po’ tutto quello che “potrebbe suonare bene” perché tanto si suona “unconventional extreme Metal” e ci buttiamo tutto quello che ci pare.

Su Via Mala c’è tanta carne al fuoco, troppa: c`è black metal, post rock; screaming, cantato pulito; parti limpide, lente e armoniose, parti grezze, veloci e ferali ma mai veramente gelide; testi di critica sociale (due), testi che parlano di natura (cinque); strumenti che godono di una buona produzione (tutti tranne la batteria), strumenti dimenticati in fase di finitura (solo la batteria).

E dire che, con così tanti ingredienti in pentola, di direzioni da prendere ce ne sarebbero a iosa.

C’è un interesse per le tematiche connesse alla natura, ad un ritorno alle origini, all’amore per la propria terra? C’è un gruppo che lo sta facendo egregiamente si chiama Enisum…perché non prendere spunto? (si badi bene: NON copiare).

C’è interesse per una commistione tra black Metal e altri generi? C’è un gruppo che lo sta facendo egregiamente si chiama Lilyum…perché non prendere spunto? (si badi bene: NON copiare).

In una scena estrema come quella nostrana credo ci possa essere più spazio per uno scambio tra gruppi, per un sano prendere spunto (anche perché c’è gente che da vent’anni e oltre si prodiga per spargere il santo verbo dell’estremismo musicale), che non sia un copiare, bensì, appunto, un capire quali carte scegliere e come giocarle.

Dal canto mio dico questo, a mo’ di consiglio: provare a suonare, di base, un black Metal più nordico (passatemelo), raffreddando i riff, eliminando il cantato pulito e pulendo la batteria e, su questo, inserire elementi ambient che ben si combinano con i testi in tema natura che mi sono sembrati ben più validi di quelli di critica sociale che sarebbero più adatti ad una proposta eventualmente Thrash ma, comunque, da inasprire. Il benessere ci rende schiavi/incapaci di sognare/sterili le nostre menti/ accecate dal brillare dell’oro sono versi che rimangono troppo morbidi per una critica che si appoggia su musica estrema (per la cronaca: i testi li trovate solo sul sito della band).

Quindi, per concludere, direi che Via Mala è un album di transizione in cui tanta carne è stata messa al fuoco. Qualcosa andrà a bruciarsi e non lo troveremo più. Quello che verrà salvato sarà la base del prossimo lavoro che, ci aspettiamo, sveli la vera identità di un gruppo che è ancora di fronte all’immensità del molteplice possibile. Ma si sa, la ricerca e il raggiungimento del proprio Essere è un cammino lungo e tortuoso che, a volte, passa anche per recensioni non entusiastiche…d’altronde de gustibus

Attendo con fiducia.

Tracklist:

01. Nevica
02. Il Sentiero Del Cervo
03. Il Solco
04. Maree
05. Somnium
06. Nami
07. Spirale


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