| INTERVISTE/CADAVERIA | |
|
Sono
apparse da più parti diverse dichiarazioni provenienti dalla
vostra ex band riguardo il vostro abbandono del gruppo. Vorrei un
quadro di ciò che è accaduto dal vostro punto di vista… Ad
esser sinceri non lo so tutt'ora. Di certo è che dopo dieci
anni convissuti con persone che credevo amiche, di punto in bianco
me li ritrovo tutti ingrugniti a rinfacciarmi cose inesistenti. A
distanza di qualche tempo mi sono fatto un'idea personale dei fatti
accaduti, ma ripeto è un'idea tutta mia perché loro
non mi hanno mai giustificato l'accanimento nei miei confronti. Alcuni
amici mi hanno riferito che loro non vedevano di buon occhio (invidia?)
il mio lavoro con i Necrodeath, io penso semplicemente che non mi
abbiano perdonato il fatto di non aver annullato il tour degli Opera
in Messico solo perché il bassista non poteva e di averlo fatto
sostituire, oppure perché non mi andava di vestirmi da gnomo
e giocare con le spade finte con il loro gruppo folkloristico… già
forse sarà per questo che il nuovo batterista lo hanno reclutato
tra quelle fila. Forse posso risultare polemico, ma ti assicuro che
non lo sono, cerco sempre di analizzare il tutto e trarne le conseguenze
logiche. Qualsiasi dissapore o malinteso si fosse creato a livello
musicale sono certo che lo avremmo risolto senza cancellare dieci
anni di gioie e dolori condivisi, per questo mi porgo certi interrogativi.
Musicalmente, rispetto alla vostra esperienza precedente, siete più vicini a certe forme di metal e doom più classiche: sentivate il bisogno di semplificare le forme, di esprimervi in forma più diretta, di recuperare certe radici? Un
po' di tutto, forse. Certo che a posteriori è difficile analizzare
il percorso seguito nella stesura dell'album. Quando abbiamo incominciato
a lavorare agli arrangiamenti e nella fase di registrazione non ci
siamo mai preoccupati di seguire una linea ben precisa a livello stilistico.
Semplicemente ha preso forma il nostro concetto di musica che ognuno
aveva nella sua testa, trattandosi poi di cinque teste diverse, il
risultato lo abbiamo potuto pesare soltanto alla fine dei missaggi.
E'
cambiato qualcosa nel vostro approccio alla composizione, tenendo
conto del fatto che, dopo tanti anni, vi siete trovati a dividere
una sala prove con musicisti diversi?
Beh,
questa è una cosa che ci portiamo dietro fin dai tempi con
gli Opera: non ci siamo mai sentiti legati ad una scena piuttosto
che ad un'altra, abbiamo sempre lavorato in maniera autonoma da qualsiasi
trend, semplicemente trasmettendo, sia come musica che come immagine,
quello che ci sentivamo dentro. Con i CADAVERIA questa attitudine,
se vogliamo, è ancora più amplificata. Non vogliamo
porci nessun limite artistico, non abbiamo paura di nessuna critica
e non ci crogioleremo nelle lodi. Solo pura e fottuta arte! Quando
uno crea qualcosa, lo fa perché se lo sente dentro, sarebbe
assurdo farsi condizionare da elementi esterni, non siamo mai saliti
sul carrozzone delle varie scene e mai lo faremo. Ti basti pensare
che ognuno di noi suona in altri gruppi che spaziano dall'industrial
al thrash. Libertà d'azione è la parola d'ordine. Le
vostre liriche (che non ho sottomano) trattano di argomenti come la
vita, la morte, la magia, il male, le dimensioni sconosciute, l'oscurità,
la natura e le energie cosmiche, stando alla vostra presentazione.
Mi piacerebbe conoscere, nel dettaglio, il significato che attribuite
ai concetti di "male" e "bene": la valenza di
questi due termini è la stessa datagli dal senso comune o la
prospettiva nella quale vi ponete è diametralmente opposta?
Esiste, poi, il concetto di "male assoluto"? Come
ti ho accennato prima le liriche sono ad opera esclusiva di Cadaveria.
Mi riesce difficile trattare questo argomento, anche perché
si tratta di testi molto ermetici che esprimono l'io più introspettivo
di Cadaveria. A mio parere nessuno riuscirà mai a dare il senso
che lei aveva in mente quando li scrisse, ma questo è il bello:
anche qui l'ascoltatore è libero di assimilare le sensazioni
che musica e parole trasmettono senza il vincolo di trovarsi di fronte
ad un gruppo monotematico e troppo diretto. La poesia evoca molte
più sensazioni rispetto alla prosa. Che opinione avete delle grandi religioni istituzionalizzate ed, in particolare, di quella a noi più vicina: il cristianesimo? Lo ritenete indifendibile? Gli attribuite una qualche "funzione sociale"? Il
dolore è la vita di ogni giorno, la presa di coscienza che
non c'è nessuno scopo, nessun valore a cui far riferimento;
la vita è una crudele e incoerente contraddizione, è
necessario ribellarsi contro di essa, contro gli stereotipi che ci
costringe a essere. L'unico modo per farlo è accettare di buon
grado la sofferenza senza mascherarla dietro conformismi buonisti,
senza volerla a tutti i costi seppellire dentro di noi per apparire
"puliti" all'esterno; la nostra anima non è una discarica,
ma nella società in cui viviamo oggi si finisce per contaminarla,
corromperla fino a perderne completamente coscienza.
La copertina di "Fusoku No Kigen" è stata creata appositamente per l'occasione o vi siete serviti di una foto già esistente? Penso che il mio astio nei confronti di tutte le religioni sia ben noto (anche grazie al mio lavoro con i Necro), questo perché non condivido il loro modo di coinvolgere il fedele. Il Credo deve partire da dentro, non si può pretendere che una religione sia di Stato. Se io nasco in Italia sono "condannato" ad essere cristiano, se nasco in Inghilterra protestante… è una cazzata! A scuola l'ora di religione dovrebbe essere gestita da un laico che espone tutti i punti di vista delle varie religioni, sta poi al singolo individuo scegliere. Detto questo però non voglio sparare a zero su tutto, come dicevi tu, una funzione sociale alle varie chiese la riconosco là dove si prodiga per gente che ne ha davvero bisogno.
Qual è il vostro background culturale di ascoltatori? Sembra che la discendenza da certa darkwave (Bauhaus, Christian Death) sia innegabile. Come vedete l'evoluzione di queste sonorità al giorno d'oggi? Vi sentite vicini a generi come l'EBM e l'Apocalyptic folk? Niente di tutto questo. I nostri ascolti sono più proiettati verso il metal, e per metal intendo un po' tutto il panorama estremo: thrash, death, black, doom, nu metal. Non conosco l'EBM e l'Apocalyptic folk, e non so se questi potrebbero essere dei punti di riferimento per i nostri ascoltatori. Chi segue i CADAVERIA è principalmente uno che ama il metal senza i paraocchi, ma riceviamo anche parecchio feed-back da gente estranea a questo movimento, …non saprei collocarli musicalmente.
Sul fronte live avete già pensato a come organizzare i vostri spettacoli? In quale modo risalterà la componente visuale? All'inizio
non volevamo neanche fare spettacoli live, ognuno di noi le sue esperienze
se le è già fatte, e abbiamo pensato dapprima ad un
gruppo solo da studio. Finito l'album ci siamo resi conto che sarebbe
stato un peccato non proporre "The Shadows' Madame" sui
palchi. Così abbiamo incominciato a pensare ad uno show che
potesse visivamente riportare l'ascoltatore alla grafica e alle immagini
del cd. Dopo esser stati contattati dai vari promoters e valutato
i costi che la scenografia ci avrebbe portato a sostenere, ci siamo
ridimensionati un attimo, ma questo non vuol dire che sarà
uno show scarno… semplicemente dovremo fare a meno di quei due ho
tre T.I.R. che avevamo in mente di portarci al seguito…
Quanto
è grande il divario fra l'idea e la sua messa in pratica? Fra
un pezzo per come è stato concepito e la sua concreta realizzazione?
Che cosa ci separa dall'idea di perfezione? L'idea
originaria, in "T.S.M.", per come ce l'avevamo in mente
io e Cadaveria, è stata a grandi linee mantenuta. E' chiaro
che con l'apporto di nuovi musicisti il prodotto finito era un po'
un'incognita. Per fortuna TUTTI sono rimasti pienamente soddisfatti!
Essendo composto il gruppo da persone mature che non hanno di certo
paura di farsi dell'autocritica, non possiamo certo dire di aver fatto
un album perfetto (anche se la tentazione è forte). Paradossalmente
penso che dall'idea di perfezione ci separi solo la nostra imperfezione.
Si possono concretamente tracciare i confini fra ciò che è arte e ciò che non lo è? O l'arte è tale solo in virtù dell'assenza di qualsiasi barriera? E'
una domanda che mi pongo spesso anch'io… ho fatto le scuole d'arte
e spesso oggi mi trovo a collaborare con artisti di tutto il mondo.
A volte mi trovo di fronte a delle schifezze che la gente chiama arte,
ma magari non incontrano solo il mio gusto… altre volte invece, vedo
delle grandi opere d'arte in composizioni o disegni che un bambino
crea con la sua fantasia libera da contaminazioni… altre volte certe
contaminazioni sono estremamente geniali…! Come vedi il concetto di
arte è ben lontano dall'essere definito, per questo opterei
per classificare come arte tutto ciò che uno crea.
Letture e visioni…
Letture: C. Bukowski, Kafka, E.A. Poe, Lovekraft, Tolkien, De Sade,
Le Fanu, Buzzati… Avete
mai avuto modo di vedere "Salò" di Pasolini? L'atmosfera
di quel film si adatterebbe perfettamente alla vostra musica… Si, l'ho visto ma ero troppo piccolo all'epoca per poterne cogliere il significato. Mi sono sempre ripromesso di rivederlo ma non ne ho avuto ancora occasione. A questo proposito vorrei aprire una parentesi sulla recensione che ci hai dedicato: a parte il fatto che è scritta in un italiano perfetto (cosa rara), mi sono quasi spaventato nel leggerla perché l'hai incominciata con le stesse immagini che faranno parte dello story board del video clip che stiamo preparando. Non ti nascondo che mi sono inorgoglito di aver potuto, tramite la musica, trasmettere un messaggio visivo così diretto.
Ok,
per finire un piccolo spazio a vostra disposizione… Null'altro che ringraziarti di questa piacevole chiacchierata e approfittare per salutare calorosamente tutti i vecchi e i nuovi fans che ci stanno dimostrando un sincero attaccamento.
|