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Salve ragazzi, innanzi tutto complimenti
per il lavoro che avete svolto nel corso di tutti questi anni di carriera.
Come nasce l’etichetta e quali sono i motivi che, anno dopo anno,
vi spingono a produrre nuovi dischi?
Per prima cosa…grazie per i complimenti! L’etichetta nasce nell’ormai
“lontano” giugno 1998 con l’intento di costituire un sicuro punto
di riferimento nella scena metal nazionale e internazionale. In quegli
anni il nostro paese era ancora poco competitivo in ambito metal,
c’erano già alcuni ottimi e promettenti gruppi ma fra gli addetti
ai lavori imperava ancora un certo dilettantismo che stroncava sul
nascere ogni tentativo di affermarsi su scala internazionale. La Scarlet
venne fuori proprio in quel contesto e, da allora, non fa altro che
cercare di migliorare continuamente il livello qualitativo del proprio
lavoro.
Ho
notato che anche la Scarlet Records non si è fatta mancare
una bella pagina MySpace ed uno spazio Ebay con prezzi davvero allettanti.
Quanto ritenete indispensabile, al giorno d’oggi, strumenti di promozione
come questi?A voi quali benefici concreti hanno portato?
Beh, credo che sfruttare a dovere i nuovi canali di vendita e/o di
promozione sia semplicemente necessario se si vuole rimanere competitivi
sul mercato odierno. Questo vale in ogni settore, a maggior ragione
in quello musicale. I benefici sono molteplici: nel caso di Myspace
si possono raggiungere migliaia di ragazzi che magari non ci conoscevano
ancora, in un modo semplice e fortemente interattivo. Puntualmente
mettiamo a disposizione sulla nostra pagina (www.myspace.com/scarletrecords)
brani, videoclip e quant’altro, rimandiamo al nostro sito ufficiale
(www.scarletrecords.it)
e mandiamo frequenti aggiornamenti riguardo all’attività dell’etichetta
e dei nostri artisti. Per quanto riguarda Ebay, invece, l’intento
non è altro che quello di facilitare il reperimento dei nostri
dischi a quanti, per una pluralità di motivi (primo fra tutti
il fatto di vivere in zone poco servite dagli usuali canali di vendita),
lo ritenessero un mezzo sicuro ed efficiente per portare a termine
i propri acquisti.
Da
non molto l’etichetta si è dotata di alcune compagini al debutto
assoluto come gli ottimi Oceans Of Sadness. Come mai questa scelta
e quali sono, secondo quest’ottica, i prossimi gruppi che produrrete?
Le scelte che guidano il nostro lavoro sono dettate dal puro e semplice
convincimento che la band che si sta per produrre ha tutti i requisiti
per poter dire la sua nell’ormai agguerritissima e ultra-competitiva
scena internazionale. In realtà gli Oceans Of Sadness non sono
affatto una band al debutto, tutt’altro, ‘Mirror Palace’ è
addirittura il loro quarto album e nel loro paese d’origine, il Belgio,
sono una realtà ben affermata, tanto che quest’anno sono stati
nuovamente inseriti nel bill del Graspop Metal Meeting, uno dei più
grossi ed importanti festival del Nord Europa. Parlando di band che
hanno debuttato sulla nostra etichetta, invece, citerei innanzitutto
gli Allhelluja, i cui riscontri stanno andando ben oltre le pur solide
aspettative della vigilia, i Bokor, svedesi, una delle band più
originali e innovative che ci sia capitato di ascoltare di recente
e, andando indietro nel tempo, i vari Hatesphere, Aborym (oggi entrambe
le band sono fra le realtà di punta della scena estrema europea),
Terror 2000, Disarmonia Mundi… La lista è davvero molto lunga.
Se possibile, e se lo ritenete opportuno,
si può sapere cosa è successo con la bufera Skylark?
Nulla che valga la pena di essere commentato.
Il vostro è un lavoro utopistico
(visti i trend del momento) oppure qualcosa inizia a muoversi per
davvero? Chi altri, secondo te, sta cercando di portare avanti un
discorso musicale ed “imprenditoriale” simile al vostro in Italia?
“Utopistico”? Non lo definirei così. Diciamo che, visto il
momento di stasi in cui versa ormai da tempo l’intera industria musicale,
portare avanti un’attività come la nostra non è certo
la cosa più facile del mondo. La nostra esperienza ci insegna,
comunque, che la perseveranza ed il duro lavoro pagano sempre (o quasi).
Per sopravvivere in questo ambiente, al giorno d’oggi, sono necessarie
scelte oculate, tanta passione ed una buona dose di professionalità,
tutte doti che, senza falsa modestia, reputiamo appartenerci. Spostandoci
sulla seconda parte della tua domanda, diciamo che in generale, anche
in Italia, la situazione è molto migliorata rispetto a qualche
anno fa. Ed il fatto che tanti artisti esteri firmino oggi per delle
etichette italiane, non fa che confermare questa tesi.
Avete stipulato collaborazioni importanti
con partner di distribuzione internazionali? Passiamo al versante
produzioni... In questo momento quanto tempo e denaro potete investire
in ristampe classiche o nuovi prodotti italiani?
Da sempre la Scarlet si avvale, in Italia e all’estero, di partner
distributivi all’avanguardia nei rispettivi paesi, e potrei citare
Audioglobe in Italia, SPV in Germania, Plastic Head nel Regno Unito,
Caroline negli Stati Uniti e via discorrendo…Per quanto riguarda gli
italiani, come dicevo prima, dipende da caso a caso. Abbiamo ristampato
vecchi classici come ‘Fragments Of Insanity’ dei Necrodeath e prodotto
giovani band italiane come Metatrone o Slowmotion Apocalypse. Non
abbiamo limiti da questo punto di vista...
Da
più parti si levano (e si sono levate) voci sulla morte del
mercato discografico, ora che ne siete a tutti gli effetti dentro
vi siete fatti un’ idea di come vanno realmente le cose? Credete che
il CD, come lo abbiamo imparato a conoscere, abbia un futuro? Tecnologia
e pirateria sembrano non concederli molto spazio di vita. Paradossalmente
un CD è un oggetto ingombrante in un mondo di mini-lettori,
mini-telefonini, mini-televisioni.
Ultimamente se ne sono dette di tutti i colori riguardo alla crisi
del mercato discografico, dunque, mi sembra inutile ribadire le solite
cose. Diciamo che, a mio modo di vedere, il CD rimarrà sempre
oggetto di collezione da parte dei veri appassionati di musica, come
tuttora lo è, in molti casi, lo stesso vinile. Il metal, come
tutti i generi musicali di nicchia, potrà sempre contare, secondo
me, su un pubblico di “fedeli” che non baratterebbe mai la propria
collezione di dischi con l’ultimo modello di lettore MP3, sicuramente
comodissimo da portarsi in giro ma decisamente privo di quel “fascino”
speciale che da sempre accompagna l’uscita di un album e relativa
copertina/booklet… Detto questo, sarei un bugiardo se negassi il fatto
che vendite un tantino maggiori di quelle attuali farebbero tirare
a tutti noi addetti ai lavori un bel sospiro di sollievo…
Credo che per risolvere l'impasse
ci voglia davvero un'idea epocale. Una buona mediazione è quella
di far scaricare a pagamento dal proprio sito le produzioni dell'etichetta.
Potrebbe essere la prossima mossa della Scarlet Records o il target
dei vostri consumatori è indissolubilmente legato al caro vecchio
libretto da sfogliare? Onestamente, quanto vende in media una vostra
produzione
Come detto sopra, gran parte del nostro pubblico è ancora legato,
come dici tu, al caro vecchio libretto da sfogliare, comunque, osservando
i casi di altre etichette che da tempo fanno scaricare la musica dei
propri artisti a pagamento, ti devo dire che mi sono accorto dell’esistenza
di casi molto diversi fra loro. Per qualcuno funziona, per altri molto
meno… In generale, non mi sembra quella l’idea epocale di cui abbiamo
bisogno… Comunque non è detto che anche noi, in futuro, possiamo
fare una cosa del genere. Per il momento, diciamo che non rientra
fra le nostre priorità…
Il vostro sogno come produttori.
Qual è il disco su cui vorreste assolutamente mettere le mani?
Che genere di rapporti si creano tra la Scarlet Records e le vecchie
band che hanno inciso per lei in passato? Immagino che ci siano non
pochi problemi legati a diritti d'autore, proprietà di master,
royalties.
Più che dischi su cui vorremmo mettere le mani, ci sono molti
gruppi che vorremmo inserire nel nostro roster. Mi sembra una cosa
normale, per ogni etichetta, cercare di crescere e allargare sempre
di più la propria “scuderia”. Più o meno recentemente
abbiamo avuto il piacere di collaborare con artisti che da sempre
stimavamo molto, e ti potrei citare gli stessi Necrodeath, gli Schizo,
gli Agent Steel, i Dark Moor o gli Extrema, dunque, cercheremo di
andare avanti per la nostra strada allargando la lista di nomi a seconda
delle possibilità del momento. Per scaramanzia non faccio nomi...
Riuscirete mai a staccarvi da questo
mondo?
Non capisco il senso della tua domanda… sorry…hehe” .
Riuscirete mai a staccarvi da questo
mondo?
Non capisco il senso della tua domanda… sorry…hehe” .
Intervista di Maurizio
Gabelli
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