Gli Expedition Delta rappresentano un sogno per il loro creatore Srdjan Brankovic. Nel 2007 arrivano al debutto discografico con un omonimo CD che ha catturato il polistrumentista europeo e il suo esercito di ospiti (addirittura venti!) per un intero anno solare. A testimonianza di ciò troviamo un disco molto buono e competitivo, in cui hard rock e prog melodico si fondono assieme per dar vita a una proposta sonora molto accessibile ma mai banale. In linea di massima ‘Expedition Delta’ fonda il proprio successo su un songwriting ispirato e coinvolgente, in cui ogni singola partecipazione svolge un ruolo importante e decisivo. Tra le tante, è bene ricordare quella dei nostrani Alex Argento e Andrea De Paoli e dei talentuosi Vivien Lalu, Gary Wehrkamp (Shadow Gallery) e Richard Andersson a piccola rappresentanza della schiera imponente di partecipanti al progetto. Sul versante squisitamente compositivo, gli Expedition Delta dimostrano di saperci davvero fare quando il concetto di forma canzone è al centro delle priorità della band: le iniziali ‘Asunder Hearts’, ‘Fading Images’ e la bellissima ‘Move On’ sono tre ottimi esempi di come si possa asservire la competenza tecnica e produrre refrain e composizioni di livello elevato. Altri episodi, vedi la strumentale ‘Flight With The Mind’, sono mero esercizio metodico e nulla aggiungono alla resa finale del prodotto. Per nostra fortuna sono pochi i momenti di impasse di questo tipo, di contro molti brani coinvolgono sin dai primi ascolti in virtù di formule compositive consolidate e ottime intuizioni strumentali. Arrivati alla fine di questo ‘Expedition Delta’ non si può non rimanere soddisfatti del viaggio intrapreso, anche se le potenzialità espressive della compagine fanno pensare a nuovi e migliori prodotti in futuro.
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