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Vanadium – La biografia ufficiale
di Luca Fassina

Luca Fassina - Vanadium – La biografia ufficiale

La mia storia con i Vanadium è iniziata e finita con ''Corruption Of Innocence'', un' edizione in cassetta forse nemmeno del tutto ufficiale (se non ricordo male c'era di mezzo una gita scolastica a San Marino).
Sta di fatto che, nonostante gli sforzi del nostro caro Sergio, le nostre strade, tra loro musicisti ed io ascoltatore, non si sono praticamente mai più incrociate fino al 2014, quando mi sono ritrovato tra le mani ''Guardian Angel'' dei Rustless e ''Vuoti di Memoria'' di Pino Scotto, entrambi finiti nella sezione TOP della nostra webzine.
Ciliegina sulla torta quindi la biografia ufficiale, compilata da Luca Fassina, ''giornalista da un quarto di secolo'', uno che il mestiere lo sa fare davvero (non come il sottoscritto) e che con i Vanadium ha perscorso anche un bel pezzo di strada.
''La Biografia Ufficiale'' si presenta in perfetta linea con tutti i precedenti lavori editoriali della Crac, quindi confezione molto curata, ricco impianto iconografico, contentuti di spessore e il consueto, gradito comparto multimediale, nella forma di QR code da scansionare per godersi interviste e spezzoni live.
In ordine rigorosamente cronologico, Luca ripercorre tutta la storia del gruppo, dalle origini fino ai giorni nostri, concentrandosi sui musicisti che hanno rappresentato il cuore dei Vanadium, in rigoroso ordine di soprannome: Lio Mascheroni, Mimmo Prantera, Pino Scotto, Ruggero Zanolini e Steve Tessarin.
Il primo capitolo infatti, partendo dai cenni biografici dei nostri, ripercorre ed elenca in poche pagine tutti i progetti ''preparatori'' e paralleli e le prime formazioni dei Vanadium, che si sono affollate nel giro di pochi anni, tra la seconda metà degli anni '70 e gli albori degli '80, fino ad arrivare alla storica mark VIIIb, che darà alle stampe il debutto ''Metal Rock'' nel 1982.
Dal secondo capitolo in poi, tutta la storia è narrata dalle voci dei protagonisti; chi nei Vanadium ha suonato, chi ha fatto il roadie, chi ha stampato i loro dischi, chi li ha fatti suonare...
Ripercorriamo insieme a loro le fatiche di chi ha aperto la strada alla musica dura in Italia, i successi e le delusioni, le illusioni e i duri scontri con la realtà.
Con un linguaggio schietto e vero, a volte colorato di qualche espressione ''forte'', veniamo immersi un pò anche noi in quegli anni belli e difficili, ci troviamo a respirare con loro la vita on-the-road sul Bedford rosso. Gli aneddoti si rincorrono, dai concerti con grandi nomi stranieri (Twisted Sister, Motorhead) e italiani (ma Vasco non se lo ricorda), il passaggio in Rai con Maria Teresa Ruta, le copertine di HM e l'esperienza inglese, il casino, i fan, ma anche tante delusioni e un successo più volte sfiorato ma mai agguantato davvero.
Troppo avanti? Troppo metal per l'Italia delle canzonette? Sta di fatto che, complice una macchina di promotion che non era forse ''all'altezza'' della proposta dei Vanadium, la stanchezza accumulata negli anni, le famiglie che chiedevano giustamente il loro spazio e, non per ultimo, una sbandamento nel sound del loro ultimo lavoro ''Seventheaven'', i Vanadium decidono di mettere la parola fine alla loro bella storia, o quasi... nel 1995 i Vanadium ritornano in vita per ''Nel cuore del caos'', disco profondamente diverso da tutto quanto fatto in precedenza, e da loro stessi, alla fine, non molto apprezzato.
Dopo quest'ultimo vagito, i Vanadium se ne vanno per sempre.
La voglia di musica comunque non latita ai nostri, per cui ecco nascere progetti e carriere soliste. Pino Scotto torna al rock, riscopre l'italiano come lingua principe delle sue canzoni, alterna dischi a suo nome con band quali Progetto Sinergia,i Firetrails e gli Experience, scrive su Hard! sparandole in faccia a tutti senza peli sulla lingua.
Steve, Ruggero e Mimmo danno vita per divertimento alla cover band Diumvana.
Arrivano infine i Rustless, in cui ritoviamo Steve, Ruggero e Lio di nuovo insieme, arrivati ora al terzo disco... a loro modo eredi dei fasti dei Vanadium ma assolutamente diversi, impeganti sulla loro strada e senza rimpianti per un passato ceh avrebbe potto essere diverso.
All'appello manca Mimmo, che oggi si dedica a seguire ragazzi e gruppoi che vogliono cominciare a suonare, un tutor di tutto rispetto che, dice, ''se torno a suonare da professionista lo faccio solo con i Vanadium''.
Luca Fassina ha svolto un notevole e lodevole lavoro di raccolta di materiale, molto preso direttamente dalle fonti, con numerosissime interviste, ma anche nella mole di quanto da altri è stato scritto, su riviste e webzine, tra cui non possiamo non sottolineare il prezioso e argomentato articolo di Sergio apparso sulle nostre pagine(grazie Luca per il pensiero di luce).
Da questo certosino lavoro sono scaturite le oltre 200 pagine del libro, compresi albero genealogico, formazioni (necessari per non perdersi) e discografie, a cui si può avanzare solo una critica: il libro si presenta un pò disorganico nella lettura, fatto intrinseco al suo essere composto da interviste... capita più di una volta che troviamo uno dopo l'altro spezzoni di persone diverse, riferite allo stesso periodo ma ad episodi diversi, per cui è necessario fare qualche salto avanti e indietro per 'ricostruire' la storia.
Quello che di certo non manca è un autentico amore, che trasuda da ogni riga, per questa leggenda del metallo italiano.

  • 2014
  • Crac Edizioni