Libri


LUCA FASSINA
Vanadium – La biografia ufficiale
Crac Edizioni

Around the World


NIDHöGGR
Ragnarök
Lake of Fire Productions/
Craneo Negro Record

Top Album


METATRONE
Eucharistmetal
Rockshot


DARKEND
The Canticle of Shadows
Non Serviam Records


ANAMNESI
Erimanto
Misanthropic Art Prod.

Album


DOMINANCE
XX The Rising Vengeance
Sliptrick Records


SUSHI RAIN
Cocktail
Jackson Records


TRINAKRIUS
Introspectum
Pitch Black Records


SCALA MERCALLI
New Rebirth
Art Gates Records


EVERSIN
Flagellum Dei
My Kingdom Music


STEEL FLOWERS
Kleptocracy
Red Cat Records


EPHYRA
Along The Path
Bakerteam Records


SAILING TO NOWHERE
To The Unknow
Bakerteam Records


HOMSELVAREG
Catastrofe
Sliptrick Records


VINTERBLOT
Realms of the Untold
Nemeton Records


ENIO NICOLINI
Heavy Sharing
Buil2Kill Records


AT THE DAWN
Land In Sight
Bakerteam Records


ODYSSEA
Storm
Diamonds Prod


AGHAST AFTERGLOW
Imaging
Revalve Records

Demo e Autoproduzioni


THE JULIET MASSACRE
Human Abuse
Autoprodotto


THE HILLNOISE
My Sleeping Butterfly
Autoprodotto/Club Inferno


ILIOS
Demo 2015
Autoprodotto


Four Of A Kind - 26.10.2013 Amblar (TN)

È la sera del 26 ottobre, sono in un tranquillo paesino poco distante da casa mia e mi sto recando ad un concerto in ricordo del nostro collega e, soprattutto, amico Sergio Nardelli. La serata È organizzata dal Black Devils MC Italia, sezione di Trento, che ha deciso di dedicare la loro festa a Sergio. Quando arrivo al Conca Verde di Amblar, forse l'unico locale in Val Di Non che sia in grado di ospitare concerti live, vedo già presenti un buon numero di bikers.

Dentro la musica è già partita sul palco della piccola sala, gli Acidity da Torino stanno snocciolando il loro thrash old school sulla platea, al momento non molto numerosa, ma partecipe. Solo sei i pezzi del loro set, tra cui quelli del loro ultimo e unico EP, "Hidden Oppression" uscito l'anno scorso. Energia a palate senza tanti fronzoli, un autentico inno ai fasti di band come Acid Reign e Nuclear Assault, coronata da una potentissima "Break Your Bones".Cambio di parti, gli Acidity scendono in platea (ma il loro fondale resta per tutta la serata) e sul palco prendono posto i Final Fright. Ancora thrash di scuola classica per il quintetto della Val di Fiemme, forti di un promo di discreta fattura e in procinto di partorire un nuovo EP a breve.Il piccolo palco comincia a farsi stretto, la sezione ritmica e le due asce devono lasciare lo spazio al cantante che, dopo aver reclamato un applauso per Sergio ("un grande"), si muove, si agita sulle note di pezzi piuttosto articolati nella struttura, con numerosi cambi di ritmo, break, soli. La scaletta passa in rassegna pressoché tutto il primo EP, da "Dragged" a "Springwood Slasher", da "309" a "Ice Green" per finire con un pezzo ispirato ai poliziotteschi degli anni '70. Momento topico del set, la cover delle Meanstreak, quartetto all-female (di cui 3 quarti ora sposato con altrettanti Dream Theater) degli anni '90, con Laura dei Sign Of The Jackal a calcare il palco. Onore a tutta l'energia e il sudore che i Final Fright mettono nella loro esibizione, purtroppo viziata da un problema congiunturale (una delle due chitarre praticamente muta nei soli) e da una proposta che mostra di aver ancora bisogno di rodaggio in fase compositiva per acquistare impatto e immediatezza.

E' la volta dei Sign Of The Jackal, e la serata prende una svolta più vicina al heavy classico, nei suoni e nell'immaginario. Il gruppo di Rovereto mi era stato nominato e raccomandato da Sergio, che li aveva intervistati più volte e dei quali avrebbe voluto recensire il disco d'esordio, uscito pochi giorni dopo la sua partenza...
Scaletta quindi praticamente obbligata, partiamo con "Heavy Metal Possession" e, a seguire, via via tutte le tracce del disco, "Paura nella città dei morti viventi", "Heavy Metal Demons", "Night of The Undead", "Hellhound", "Queen Of Hell", "Steelgrave" e "Headbanger". Sotto il palco, la gente comincia ad essere numerosa e gli animi si fanno sempre più caldi... A chiudere un set ad alta tensione e senza cedimenti una doppia cover (di cui non conosco gli autori originali) "Black Knight" e "Warlord Wrath", che i Sign Of The Jackal dedicano a Sergio. Dopo il concerto, Laura mi racconta che questo è stato il loro primo concerto dopo parecchi mesi. Se ci sono stati problemi, a parte una cassa della batteria che non voleva stare ferma, non si sono sentiti, e l'unica cosa che posso fare e complimentarmi con Laura per la sua voce potente, dolce e aggressiva al tempo stesso.

L'orologio segna la mezzanotte, e nell'ora delle streghe, il palco è tutto per i National Suicide, veterani della scena thrash trentina. Prima di cominciare a picchiare, Stefano Mini, singer della band e uno degli organizzatori della serata, compie un doveroso omaggio a Sergio, raccontando di come si sono conosciuti e di come l'incontro sia stato l'inizio del suo amore per l'heavy metal. E poi via con la musica! Sulle note di "New Poser Don't Scare " sotto il palco è un tripudio di braccia alzate e teste che si scuotono. Il muro sonoro è contenuto a stento dalla piccola sala e su tutti svetta Stefano che si mostra un degno frontman, che cerca continuamente il contatto visivo e fisico con il pubblico, lo incita, e intanto la sua ugola graffia le orecchie degli astanti con la sua timbrica altissima! "The Old Family Is Still Alive", "National Suicide", "Into The Clubhouse", ma è con "Let Me See Your Pogo" che il pubblico si scatena davvero: pogo, stage diving, teste che si scuotono e urla a squarciagola! Piccolo break per cercare dei coristi con un palco pieno all'inverosimile, ecco una cover "Welcome...", mi sembra dei Metal Church. Per il pezzo successivo, è ora di trovare delle coriste, e quindi ci viene ammanita una esplicita "Sex Machinery"... che putroppo mi vede anche lasciare il locale.

E' stata una bella serata, gente semplice che vuole divertirsi, in cui la cosa davvero particolare è vedere ragazzini neanche ventenni e gente vicina ai cinquanta che indossa le stesse magliette e canta le stesse canzoni. Gente semplice e onesta come era il nostro Sergio.