Nexus Opera – Intervista con Marco Giordanella

Sono stati necessari più di dieci anni ai Nexus Opera per riuscire a pubblicare il loro primo album, un interessante concept album ispirato agli episodi e ai personaggi della Seconda Guerra Mondiale. Per capire le ragioni di questa scelta storica e la lunga genesi di questo album abbiamo incontrato il chitarrista Marco Giordanella.

no imageSalve ragazzi, allora ci sono voluti più di dieci anni per poter finalmente ascoltare il vostro debutto discografico. Volete raccontarci cosa è successo in questo lungo lasso di tempo?
Ciao a tutti i lettori di Metallo Italiano, sono Marco chitarrista dei Nexus Opera. In effetti sono passati tanti anni da quando abbiamo messo su la prima formazione e composto le prime canzoni. Eravamo nel 2003 con dieci anni di meno e molto entusiasti di quello che stavamo costruendo. Le difficoltà incontrate inizialmente con la fuoriuscita del primo drummer (Andrea, batterista dei Sudden Death) e in seguito anche con il trasferimento di Gianfrancesco (tastiere) a Milano hanno fatto un pò crollare i nostri castelli in aria. In questo lasso di tempo non abbiamo abbandonato la nostra passione, però. Davide, per esempio, ha cantato con varie tribute band dei Maiden. Io e Gianfrancesco (tastierista) abbiamo messo su per un pò la prima tribute band italiana dei Nightwish. Cose così, insomma. Niente di profondamente duraturo ma la passione ardeva sempre. Ogni tanto ci si ritrovava anche ai grandi concerti e si scherzava insieme su una possibile ‘reunion’ (che parola grossa, nda). Poi, nell’estate del 2012, mi ritrovo con Gianfrancesco, ormai stabile a Roma, e provo ad organizzare una birra chiamando i vecchi amici Nexus. E’ stato un nuovo ‘colpo di fulmine’ e la settimana dopo siamo andati in saletta con un nuovo batterista (Sandro)… risentire i nostri vecchi pezzi riprendere vita è stata come una magia. Il resto è storia più attuale, con la volontà di riprendere, la nuova verve compositiva e il nostro piccolo grande sogno che si realizza e che si chiama ‘Tales from WWII’.

Da dove nasce l’idea di scrivere un concept ispirato agli episodi storici accaduti durante il Secondo Conflitto Mondiale? Immagino che dietro al concept ci sia stato un processo di ricerca storica.
A dire la verità, l’idea del concept o comunque di questi temi legati alla Seconda Guerra nasce grazie a Davide, il nostro cantante. Fino alla sua entrata nella band avevamo solo un brano con testo scritto (canzone, per altro, abbandonata, chissà forse la riprenderemo in futuro). Stiamo parlando sempre del 2003 e oltre a questa vi era una sola altra canzone pronta ed una in fase di preparazione ma senza liriche. La prima sera che Davide provò con noi trovò subito una linea vocale che ci piacque (ed è quella di “Wolfpack”) e di lì a poco torno con i primi due testi scritti (“Wolfpack” appunto e “Return of a Hero”) e ci spiegò che era appassionato di Storia e in particolare della storia delle Guerre mondiali. In quel periodo era fissato un pò con gli uboot, per esempio, e stava leggendo vari libri, articoli etc. Anche la canzone successiva, che fu “NachtHexen”, nacque quasi tutta in una sera e ricordo che Davide ci raccontò che aveva scoperto la storia di queste ragazze sovietiche che furono, in pratica, le prime donne pilota impiegate in guerra per giunta con aerei di ben prima della WWII. Piano piano queste storie cominciavano ad appassionare anche noi e ci accorgevamo che la nostra musica si sposava perfettamente, almeno secondo noi, a queste tematiche. Lì, la nostra fantasia ha cominciato a galoppare e abbiamo iniziato a scherzare immaginando di un nostro disco tutto fatto di canzoni legate a temi della seconda guerra…ed eravamo indecisi tra il titolo attuale “Tales from WWII”) o semplicemente WWII. La cosa incredibile è che oggi stiamo, davvero, parlando del nostro disco” Per chiudere il discorso, nell’ultimo anno e mezzo, durante la scrittura di nuove canzoni i testi li ha sempre fatti il nostro cantante e aveva tante idee, episodi, personaggi già pronti cui voler dedicare i brani, e alcuni argomenti sono pure rimasti fuori, purtroppo. Quindi, tornando alla tua domanda, il processo di ricerca che sta dietro a queste canzoni c’è, poichè partiamo da una conoscenza di base di questi episodi e, una volta centrato l’obiettivo (cioè quando nasce la nuova canzone che tratta di un particolare evento) se serve approfondiamo con ricerche in Rete o tramite libri.

Tra i vari episodi narrati, mi ha colpito la vicenda dell’affondamento del “Laconia” e la conseguente tragedia vissuta dai nostri connazionali, soprattutto perché questo fatto storico non ha mai goduto della giusta visibilità nel nostro paese pur riguardando direttamente la storia Italiana del conflitto.
Esatto! Hai perfettamente ragione. Davide è molto legato a Laconia, sia come canzone che come storia che sta dietro. Sin da quando ne venne a conoscenza tramite un libro che parlava genericamente di battaglie dell’Atlantico. Poi comprò un libro specifico molto carino, “Prigionieri dell’Oceano” di Donatello Bellomo e da lì la storia del Laconia, dei nostri connazionali e di quegli avvenimenti pazzeschi lo hanno appassionato a tal punto che sapeva che prima o poi ne avremmo scritto una canzone. Hanno fatto anche un film per la tv, probabilmente non molto seguito qui da noi, ma ti assicuro che all’estero l’episodio è molto conosciuto anche perchè è stato per anni alla base di una controversia. Qui in Italia è come se tutto ciò che è successo in quegli anni dovesse cadere per forza nel dimenticatoio, e non va bene. E’, comunque, anche la nostra storia. Ecco prendo spunto da questa domanda per dire anche questa cosa: nel nostro piccolo, e con la massima umiltà, ci piace pensare che queste nostre canzoni possano contribuire a far conoscere e ricordare storie e personaggi sconosciute ai più. Secondo noi non si dovrebbero dimenticare certi avvenimenti.

A livello di produzione “Tales from WWII” ha un suono molto cupo, quasi fosse una registrazione degli anni ’80. E’ stata una scelta voluta oppure esigenze di budget non vi hanno permesso di ottenere una produzione più limpida?
Sono vere un pò entrambe le cose. La nostra è una autoproduzione in tutto e per tutto e, sicuramente, non abbiamo avuto grosse disponibilità di budget ma è anche vero che abbiamo scelto il sound un pò come piaceva a tutti. D’altra parte non avevamo mai avuto esperienze in studio ed abbiamo lavorato tanto sui suoni con Stefano Agostinelli, che ci ha seguito nelle registrazioni e nel mixing durante tutti questi mesi. Il risultato, secondo noi, è un sound magari un pò scuro ma caldo e che forse si sposa meglio con le tematiche. Abbiamo cercato di raggiungere tali sonorità anche nella fase di mastering ad opera di Leo Marchi. Un Grazie va sicuramente a loro due per averci supportato e sopportato. Dai riscontri che riceviamo, troviamo molti che apprezzano sonorità che riportano ad un pò di anni fa ma c’è sicuramente qualcuno che storce il naso confrontando con le produzioni attuali. Ci sta, apprezziamo sia critiche positive che negative.

Musicalmente l’album suona molto tedesco, vicino allo stile dei primi Helloween con delle contaminazioni sinfoniche assenti nella band di Weikath. Sono questi i vostri riferimenti musicali?
Ognuno di noi ha influenze diverse e a volte anche inconsapevoli. Io sicuramente sono ancora molto preso da sonorità tipo Stratovarius e dallo stile pomposo dei Nightwish; Alessandro (chitarra solista) sia come riff che nei solos ha come riferimento primario Malmsteen ma ama molto anche il prog dei Dream Theater; anche Gianfrancesco (tastiere) viaggia tra influenze classiche e prog alla Dream; Enrico (basso) oltre ad essere, come Davide(Voce), un fanatico dei Maiden vede in Steve Di Giorgio come una figura mitologica; Sandro (batteria) ama l’hard rock e il metal tutto; per Davide, come gia detto sicuramente i Maiden e Bruce Dickinson ma anche altri. Non possiamo non citare anche i grandi Sabaton e siamo pure contenti di avere un paio di canzoni che parlano degli stessi episodi. Per quanto riguarda gli Helloween, sono stati un gruppo fondamentale per tutti noi; non li abbiamo messi di proposito tra le nostre ispirazioni ma sicuramente, anche senza volerlo, ne risentiamo gli effetti. E’, comunque, un accostamento che ci fa onore.

Ascoltando l’album ho apprezzato il sapiente lavoro di arrangiamento e l’utilizzo della tastiera che ha regalato diverse sfumature al vostro suono, senza rischiare di predominare sulla parte chitarristica…
L’aspetto sinfonico per noi è fondamentale e la presenza di Gianfrancesco alle tastiere è, senza dubbio, di grande importanza. E’ sicuramente il componente della band più rilevante nelle fasi di arrangiamento. Si mi sento di fare il mio personale ringraziamento a lui. C’è da dire comunque che quando componiamo ognuno ci mette del suo ma spesso una canzone nasce dalle note della tastiera.

State già lavorando al successore di “Tales…”? In caso affermativo come suonerà il nuovo materiale?
Ancora non abbiamo iniziato a scrivere nuovi pezzi. Adesso ci godiamo un pò il momento e ci concentriamo sulla promozione del cd appena uscito. Abbiamo fatto la presentazione live del cd il 21 dicembre al Jailbreak di Roma con una bella festa divertente; ora stiamo definendo una data live a Gennaio ai Castelli romani in onore di Enrico (il nostro bassista dei Castelli) e di Andrea (ex batterista citato prima, anche lui dei Castelli). Avremo poi la partecipazione ad Emergenza Rock in Febbraio e successivamente a Rock On Parade. Per il nostro futuro secondo capitolo discografico (speriamo) è difficile prevedere come suonerà. Sicuramente cercheremo di migliorarci lasciando, credo, inalterato le sonorità e gli arrangiamenti di “Tales from WWII”. A livello di liriche potremmo spostarci indietro di qualche anno focalizzando l’attenzione sul primo conflitto mondiale visto che nel 2015 cade il centenario dell’inizio del conflitto, almeno per noi italiani.

Come sta procedendo la promozione dell’album? Avete già avuto riscontri all’estero?
Devo dire che non ci aspettavamo questo riscontro anche dall’estero. La Spider Rock sta facendo un ottimo lavoro portando il nostro nome in giro davvero un pò dappertutto. Qualche recensione molto carina è arrivata anche dall’estero in particolar modo dagli Stati Uniti. Invece, a quanto pare, agli olandesi non piacciamo! Scherzi a parte colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno dedicato un pà del loro tempo ad ascoltarci ed esprimere il loro giudizio sul nostro lavoro.

Grazie per la vostra disponibilità e lascio lo spazio a voi per i saluti…
No, grazie a voi di Metallo Italiano per la bella recensione e lo spazio che ci dedicate. Un saluto e un augurio di buone Feste a tutti i lettori con l’invito a diffondere e supportare l’Heavy Metal italiano. Vi invitiamo a seguirci, ad ascoltare la nostra musica e, se volete, a comprare il nostro disco tramite gli store digitali o entrando in contatto con noi se preferite la copia fisica. I nostri contatti negli immancabili social sono i seguenti: https://www.facebook.com/NexusOpera (è gradito il vostro supporto con un “like”) – https://twitter.com/NexusOpera


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