Secret Sphere – Intervista con Marco Pastorino

Di rientro dalla serie di concerti nipponici che ha visto protagonisti i Secret Sphere abbiamo intercettato il chitarrista Marco Pastorino che, nonostante i postumi da jet lag, non si è sottratto a qualche domanda per fare un bilancio di questa esperienza.

no imageAllora Marco, come è andato questo tour in Giappone?
Il tour è andato alla grande; i nostri album vengono pubblicati in terra asiatica dal 99 e un sacco di gente c’ha scritto per anni per vederci live. Nell’arco del tempo, alcune persone dal Giappone sono ce le siamo ritrovate in Europa, apposta per vedere un nostro show e questo c’ha fatto un piacere davvero enorme.

La risposta del pubblico quindi è stata buona?
Il pubblico è stato davvero oltre ogni aspettativa; 3 date soldout che ci ricoprono d’orgoglio ma che soprattutto c’hanno permesso di vivere un’esperienza di vita pazzesca. Dall’altro capo del mondo con centinaia di persone che urlano il tuo nome e conoscono a memoria le tue canzoni, è una cosa che non ha veramente prezzo.

Cosa vi è rimasto più impresso da questa esperienza?
La gentilezza e l’amore per la musica dei ragazzi giapponesi che sono venuti nei club dove abbiamo suonato. E’ davvero stupefacente notare le emozioni negli occhi di queste persone. Alcuni di loro hanno seguito tutte e tre le date percorrendo centinaia di km per poterci vedere per tre sere di fila; una cosa che ci lascia senza fiato. In Giappone forse più di altri posti, c’è ancora un amore per la dea musica che va oltre ad ogni cosa. Viene vista e vissuta come una vera e propria arte – com’è giusto che sia – e hanno tutti un rispetto massimo per chi sale su un palco a proporre le proprie canzoni.

Eravate mai stati prima in Giappone?
Aldo e Michele erano già stati in Giappone nel 2012 per un tour promozionale con show acustici e interviste varie per promuovere “Portrait Of A Dying Heart”, ma questa era per noi la prima volta che andavamo nei club con la formazione completa.

Cosa vi è rimasto più impresso di Osaka, Nagoya e Tokyo, le città in cui avete suonato?
L’atmosfera e l’aria magica che si respira su quei palchi e in quei luoghi, quel qualcosa che ti fa davvero battere il cuore e che fa capire ancora una volta cos’è veramente la musica; una grande emozione che non smette mai di sgorgare.


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