Alberto Rigoni – Duality

Forest
2017
CD
Progressive/Funk/Fusion
PRS Music

Alberto Rigoni non riesce a stare con le mani in mano e continua a sfornare lavori, suoi o in collaborazione con altri artisti (nomino solo il Vivaldi Metal Project di Mistheria)
Questo è il suo sesto disco, o forse meglio EP, viso la durata appena poco sotto la mezz’ora.
La sua “iperattività” si vede anche dal non voler assolutamente fermarsi in un genere solo, cosa già ampiamente vista nei lavori precedenti, di cui non potevi mai dire “è un disco metal”, “è un disco prog” o cose simili.
Di certo la vena che scorre in “Duality” è lontana dai territori metallici e rock in senso stretto e si avvicina più al progressive e al funk, ma comunque sempre godibilissima.
Cominciamo con il brano in tinte jazz “Song for My Soul”, che vede la presenza di Mistheria alle tastiere, per un pezzo elegante e raffinato. La title track è un brano più nelle mie corde, un rock molto energico condito dalla chitarra di Frank Caruso degli Arachness, un musicista e una band che meritano probabilmente più di quello che hanno raccolto nei lunghi anni di onorata caarriera.
“Message in Morse Code” si basa tutto sul riffing e sulle linee melodiche di Alberto e sinceramente non sembra servire altro. “Kyoto’s Gardens” vede l’ospite di lusso Ryo Okumoto degli Spock’s Beard alle tastiere, quindi un brano marcatamaente atmosferico e progressivo.
“MAD 333” è FUNK, posto per il contributo del chitarrista Matthias IA Eklundh e dell tastierista Jonah Weingarten dei Pyramaze.
“Obsessions” è un pezzo lento e, appunto, ossessivo, un loop in cui Alberto di diverte a cambiare faccia e suono al riff dominante per trovarne tutte le sfumature.
A finire abbiamo “Afterneath”, una “sonic landscape” per dirla all’inglese, un pezzo ambient quasi esclusivamente per basso, con la tastiera ridotta a mero sottofondo.
Mi rendo conto che non ho citato il batterista Doug Harris, responsabile di tenere in carreggiata la sezione ritmica durante le esplorazioni sonore di Alberto.
Come per altri lavori di Alberto, il target è soprattutto il mondo dei bassisti, e “Duality” è forse ancor più sperimentale di altri, mancando di brani come “Tex Mex” o “Future Funk” (ok, c’è la title track) in grado di attirare anche chi non è interessato ai livelli espressivi della “chitarra grossa con 4 corde”.
Ciò che non è messo in discussione è la qualità tecnica è compositiva.
Aspetto ora di recensire il nuovo “Bassist Alliance” che sembra promettere faville.

Tracklist:

01. Song for My Soul
02. Duality
03. Message in Morse Code
04. Kyoto’s Gardens
05. Mad 333
06. Obsessions
07. Afterneath


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