Black Fabula – Running through the Ages

Forest
2004
Demo cd
Prog Metal
Autoprodotto

C’era una volta, molto tempo fa, una band chiamata Black Jester. Questa band diede alla stampa alcuni album assolutamente ineccepibili dal punto di vista strumentale. Soprattutto uno, intitolato "The Divine Commedy", conteneva forse fra le migliori partiture mai create da una band di progressive metal italiana. Vi chiederete perché, parlando di questi Black Fabula, abbia iniziato a parlarvi degli storici Black Jester. Vedete, le due band hanno qualcosa in comune, ovvero dei singer non all’altezza. Parliamo di questo "Running Through the Ages". Bellissima confezione, discreta produzione (la batteria mi sembra un po’ penalizzata), il bel riff della opener: tutto lascia presagire una bella avventura. Ma (e mi dispiace dirlo), subito dopo le preziose tastiere di Giorgia, già le prime vocals di Mat sembrano spezzare la magia. Incerte, poco ficcanti, quasi timorose di spingersi oltre, a tratti stridenti. Peccato, ripeto, perché già l’opener è un gran pezzo: sorretto da una sezione ritmica mai banale, dove si incasellano le melodie tastieristiche della già citata Giorgia e le pesanti chitarre di Guido. Molto Dream Theater in taluni frangenti, ma con un feeling molto seventiees (Guido sembra preferire il feeling rispetto all’esibizione di tecnicismi, certamente non assenti). In "Mistery", la mia sensazione iniziale è confermata: la band usa tastiere impazzite come le lisergiche band della generazione dell’amore, si cimenta in bridge ipnotici ed in ritornelli in crescendo. Le composizioni non stancano mai nonostante la durata dei brani non sia indifferente. Bellissima "Wall of Silence", e spero che mi crediate sulla parola. "Disillusion" tiene fede al titolo, regalandoci una struttura "frustrante" come, appunto, una disillusione, mitigata da un chorus splendido. Si chiude con "Insomnia", una power ballad estremamente convincente. Forse i Black Fabula soffrono del "complesso dell’imitazione" e non saranno originalissimi per ciò che concerne le melodie (originali, invece, lo sono per ciò che concerne gli arrangiamenti), e ribadisco le mie perplessità per ciò che concerne il vocalist. Per il resto, non posso che augurare loro di avere la possibilità di far conoscere il loro cristallino talento a chi è stufo di band progressive dalla forte componente onanistica.

Tracklist:

01. Heretic Monster
02. Mistery
03. Wall of Silence
04. Disillusion
05. Insomnia


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