Blackmail of Murder – Cold Rain

Forest
2017
EP
Metalcore/Alternative Metal
Indiebox

Non è passato neanche un anno che i Blackmail of Murder ritornano sul mercato con un nuovo EP “Cold Rain”. La scelta di utilizzare questo formato sembra pagare il combo bresciano, permettendo loro di presidiare il mercato ma al contempo offrire sempre un prodotto musicalmente valido. “Cold Rain” infatti procede sul solco tracciato dell’ottimo “Giants’ Inheritance” ovvero un letale mix di metalcore e modern metal, fatto di groove, furiose accelerazioni e qualche disgressione djent. Ma ora con l’ingresso di Pierlorenzo alle clean vocals si aggiunge una smarcata dose di melodia che garantisce un taglio più commerciale (o meglio radiofonico) alla loro proposta. Tranquilli, il growl di Claudio Olivari non è stato abbandonato ma piuttosto viene utilizzato come una sorta di overboost quando la band decide di aumentare il livello di cattiveria o sottolineare un cambio di atmosfera. Un intreccio vocale ben riuscito con le clean vocals che strizzano l’occhio alla scena americana e sinceramente, sia per la produzione che per la qualità del songwriting, i nostri potrebbero giocarsela ad armi pari sul mercato a stelle e strisce.
L’EP si apre con “Crystal Water”, che sintetizza al meglio quanto descritto in precedenza, presentando una struttura ritmica cangiante in un susseguirsi di accordi melodici e strappi tipicamente metalcore, ed un refrain che mi ha ricordato i Thirthy Seconds to Mars. Sulla stessa lunghezza d’onda si muove la successiva “Indigo”, con un inciso ancora una volta dall’alto potenziale radiofonico a cui si contrappone un finale dall’andamento thrash metal. “Compassion” suona quasi come una traccia prog metal, giocando su una ritmica dispari, e con break strumentali dove gli assoli potrebbero tranquillamente far pensare ai Pain of Salvation.
“Gear” torna a battere i sentieri dell’alternative metal nella prima parte per poi virare bruscamente verso il metalcore nella parte finale mentre “Foreign Bodies”, appare come un pendolo che oscilla in modo asincrono tra atmosfere cupe ed aperture melodiche in un susseguirsi di break cattivi e pause acustiche.
Infine chiude la cover di “Hide and Seek” degli Imogen Heap, rivisitata con personalità dai Blackmail of Murder ad attestare che i nostri hanno già maturato un proprio linguaggio musicale e intrapreso una crescita che fa ben sperare per la loro carriera discografica. Teniamo d’occhio questi ragazzi!

Tracklist:

01. Crystal Clear 02. Indigo
03. Compassion
04. Gears
05. Foreign Bodies
06. Hide And Seek (Imogen Heap Cover)


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