Elvenking – Era

Forest
2013
Full Lenght
Folk Metal
AFM Records

Ci sono band che, anno dopo anno, disco dopo disco, assumono lo status di “band famosa”, magari più all’estero che da noi; ci sono band, che, nonostante il loro status e la lunga carriera, sono passati solo sporadicamente ad allietare il mio fedele impianto stereo.
Questa è stata la sorte degli Elvenking nei confronti del sottoscritto, anni fa troppo impegnato ad ascoltare i Dream Theater per prestare attenzione ad un gruppo che suonava folk metal ?!
Ora me li ritrovo di fronte, gagliardi e orgogliosi della loro storia e del loro “status”, ed io non più digiuno di quella strana mistura di heavy metal e strumenti acustici, ma, anzi, fulminato da un panzer di nome Folkstone, mi sento onorato di recensire il loro settimo disco.
Ammetto che vedere il logo della AFM mi ha un po’ impensierito, dato che lo associo a un metal da classifica, zuccheroso e “inoffensivo”, ma alla resa dei conti, mi accorgo di essermi sbagliato (quasi).
“Era” parte davvero in quarta con “The Loser”, battagliera come un pezzo dei Children of Bodom con leggeri inserti folk e la voce aggressiva sì, ma pulita. “I Am The Monster” è un hard rock all’americana, godibile ma tutto sommato niente di speciale, se non fosse per la presenza del grande Jon Oliva come super ospite, presente anche nella ballatona “Forget-Me-Not”, un distillato di sound a stelle e strisce che va dai Bon Jovi ai Savatage più melodici che, personalmente, non ho molto gradito. Troviamo ancora pezzi più metallici e robusti, nella falsariga della opener track, come “Midnight Skies, Winter Sighs”, “Walking Dead”; addentellati al power sinfonico come “Chronicle Of A Frozen Era”; acustici genuinamente folk (“A Song For The People”, “The Time Of Your Life”, “Ophale”), bellissimi e ispirati; infine, felice sintesi di tutte le anime degli Elvenking, un pezzo come “Through Wolf’s Eyes”, in cui metal e folk convivono in pari dignità. L’impressione di base, infatti, è che il folk rappresenti un elemento quasi marginale, che affiora pienamente solo qua e là, ma quando c’è, è davvero un piacere. Per questo ringraziamo Maurizio dei Folkstone, che si occupa di tutti gli strumenti folk.
Giudizio leggermente controverso, per il sottoscritto: se da un lato la maestria e l’abilità dei nostri non si discute, dall’altro sono rimasto spiazzato nelle mie aspettative, visto che solo per metà questo è un disco folk-metal. Di certo è un ottimo disco metal.

P.S. esistono due versioni con bonus track, buona caccia

Tracklist:

01. The Loser
02. I Am The Monster
03. Midnight Skies, Winter Sighs
04. A Song For The People
05. We, Animals
06. Through Wolf’s Eyes
07. Walking Dead
08. Forget-Me-Not
09. Poor Little Baroness
10. The Time Of Your Life
11. Chronicle Of A Frozen Era
12. Ophale


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