Hesperia – Spiritvs Italicvs

Forest
2014
Full Lenght
Black/ Folk/ Pagan Metal
Sleazy Rider Records

Con piacere mi appresto a recensire la nuova fatica dei miei…anzi del mio – trattandosi di una one-man-band – conterraneo marchigiano Hesperus, il cui progetto prende il nome di Hesperia.

Hesperia (nome con il quale i greci ed i popoli del mediterraneo orientale chiamavano la penisola italica e le terre d’ occidente – derivante dall’astro venere, che veniva chiamato lucifero, come stella del mattino, ed espero come stella del crepuscolo) è un progetto ambizioso, colto, articolato, suddiviso in capitoli e compendî e complicato, necessita di attenzione e letture, di una preparazione concettuale che serve a capirne lo sfondo e gli intenti. Una recensione, perciò, non gli renderebbe giustizia. Bisognerebbe spendere delle pagine ricche di rimandi e citazioni ed è cosa che in questa sede non possiamo permetterci. Rimando per tutto quello che riguarda l’aspetto concettuale del progetto al sito stesso di Hesperia: http://www.hesperianlands.tk/ e vi invito caldamente a darci più di un’occhiata.

Il capitolo che ci apprestiamo a recensire oggi porta il titolo di “Spiritvs Italicvs”, è il quarto album di Hesperia, nonché la terza parte del concept sul sacro romano poema “Eneide” di Virgilio (iniziato nel 2003 con il primo album “Aeneidos Metalli Apotheosis pars I” e proseguito nel 2009 con “In Honorem Herois”). L’album è stato registrato nei pressi dei Monti Sibillini, nel borgo-castello medievale di Pievefavera, costruito sulle rovine dell’antica città romana Faveria, il che ci da subito un primo dettaglio molto importante: la registrazione non è stata effettuata in uno studio, la produzione risulta piuttosto sporca, le voci sono state registrate con microfoni ambientali…ergo: tutti i riverberi, gli echi e i suoni che si sentono sul disco fanno parte dell’atmosfera dell’album, non sono errori o frutto di una produzione scarna, ci raccontano, al pari delle parti musicali, delle sfumature di significato.

La proposta musicale è variegata e non catalogabile in maniera univoca. Mi limiterò a dire che l’impronta fondamentale è un black lento e corale in stile Bathory, che si arricchisce di numerosi influssi progressive rock e heavy rimandando, con riff rocciosi e trascinanti, alla NWOBHM. Non mancano ovviamente, trattandosi di “Metallum Italicum” (come Hesperus definisce la propria proposta), inserti folk con strumenti tipici della tradizione latina (cembali e flauto di Pan). La voce di Hesperus si presenta in diverse modalità: voce narrante, buia ed inquietante, cantato pulito e scream il tutto, manco a dirlo, rigorosamente in italiano a dimostrazione del fatto (e riascoltatevi anche qualcosina degli Spite extreme Wing) che non c’è bisogno di cantare in norreno o avere un master in mitologia nordica per suonare black metal…anzi. Detto questo, tutto l’album suona come una colonna sonora composta per quell’opera immortale che è l’Eneide, con momenti recitati e teatrali, altri quasi epico-sifonici ed alcuni dalla presa più cinematografica (se si può dire). La lista degli ospiti della scena black nostrana sull’album è bella lunga e vi rimando anche per questa al sito di Hesperia messo in apertura di recensione…che sia per voi anche occasione di (ri)scoprire alcune band che sono la forza della nostra scena.

Non lasciando niente al caso, Hesperus ha confezionato anche un booklet di 16 pagine con testi, commenti ai testi, aneddoti, spiegazioni e descrizione del concept. Le prime 100 copie sono corredate da un ramoscello di alloro dorato. Tanto di cappello sia per il rispetto verso la propria produzione che verso l’ascoltatore, trattato come compagno di un viaggio a ritroso, dotato di una mente pensante degno di venir coinvolto nella rinascita dello spirito esperico…

“Quello che rimane oggi dello spirito esperico è un cantastorie solitario, rifugiato e nascosto, tra grotte, laghi e selve nei luoghi dove è ricomparso in quest’epoca (l’hesperia dell’ est e quelli che sono conosciuti come monti della sibilla); egli si muove in frangenti spazio temporali raccontando le ere e le epoche viste dai suoi occhi, a partire dalla fine della sua civiltà fino al vostro tempo; egli un giorno svelerà i segreti della sua antichissima era”.

Consigliato a tutti quelli che nel metallo cercano un mezzo e un approfondimento.

Tracklist:

01. Praeludium/Sibylla
02. Spiritvs Patris
03. Interludium I: Nova Invocatio Musae
04. Italica
05. Interludium Ii: Ave Spiritvs Italicvs
06. Spiritvs Italicvs I
07. Spiritvs Italicvs Ii
08. Postludium: Ad Metallvm Italicvm


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