Lilyum – October’s Call

Forest
2015
Full Length
Black Metal
Naked Lunch Records

Parliamo di black metal nel 2015. I Lilyum sono un duo torinese che ben definisce le proprie mansioni: Kosmos Reversum si occupa di tutti gli strumenti, Xes dello screaming ferale. Potremmo assegnargli un posto nella scena black/depressive nostrana, ma questo non sarebbe abbastanza, non renderebbe giustizia alla loro proposta, alla loro visione.

Prendete una band in ascesa tipo i “Der Weg einer Freiheit” togliete i blast beat, la ferocia e rallentate i tempi, portate le chitarre più in primo piano e date ai suoni un taglio più depressive. Ecco i Lilyum. In realtà – mi rendo conto – il paragone non è calzante; meglio sarebbe stata una descrizione del tipo “prendete dei riffoni ripetitivi e malinconici e caricateli su tracce di 7 minuti e più di media, poi chiudete gli occhi e aggiungete la ripetitività esasperante ed esasperata del Burzum di Det Som Engang Var, una batteria che a tratti suona black old-school e un una manciata di passaggi di black tipicamente nordico, alternati a tocchi di melodia malinconica. Rifinite il tutto con una produzione tutt’altro che pomposa (ma ottimamente equilibrata), un po’ di calore, un po’ di gelo e uno screaming malvagio e triste”.

Qui la descrizione potrebbe essere calzante, ma non completa; dell’album in questione si può dare una cifra di massima, senza la pretesa di essere esaustivi, perché se da un lato è vero che in generale parliamo di black atmosferico che, a tratti, sembra strizzare l’occhio al depressive, dall’altro parliamo di un sound composito che non si lascia imbrigliare solo e soltanto da una descrizione limitata. Prendiamo, ad esempio, “In too Blue”, la quarta traccia: in 8:26 si alternano ritmi e strutture prettamente heavy (l’attacco); passaggi malinconici e lenti, chitarre malate; ritmi ulteriormente cadenzati e rallentati, palesemente depressive, per ritornare, infine quadrando il cerchio, alla potenza dell’attacco heavy, veloce e prepotente
.
Impossibile dunque farvi un quadro di quello che vi troverete ad ascoltare, parliamo di un sound palesemente black ma che strizza l’occhio ad influenze diverse e a sperimentazioni sonore che lo rendono senz’altro moderno – ma niente a che fare con post o avant-garde – senza che prescinda, tuttavia, dalle radici del genere
.
I brani contenuti sul supporto sono 5 (per 35′ circa di musica nera) di cui il primo è un intro-preparatorio, che non assolve comunque completamente la propria funzione: niente vi può preparare all’autunno più gelido che vi troverete a vivere.

Tracklist:

01. Intro – October's Call
02. Mother Of Flies
03. Justice Palace
04. In Too Blue
05. Nothing


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