Rain – Spacepirates

Forest
2016
Full Lenght
Hard/Heavy Rock
Aural Music

Tornano i Rain, veri e autentici portabandiera dell’heavy rock italiano, con il loro nuovo “Spacepirates”, terzo e conclusivo capitolo della trilogia “trip/journey” partita nel 2011 con “XXX” e seguito nel 2013 da “Mexican Way“. Rispetto a quest’ultimo disco che presentava atmosfere più acustiche, “Spacepirates” segna il ritorno alle consuete sonorità heavy a cui la band ci aveva abituato nel passato. Altra novità l’ingresso in formazione di Mantis Le Sin, voce potente e graffio ruvido che ricorda il buon Lemmy, conferisce una marcia in più a questo nuovo capitolo discografico dei Rain. Musicalmente ascoltiamo la classica cascata di riff di Amos che pescano dalla tradizione hard&heavy,  refrain accattivanti e quel pizzico di ironia che ogni buon album rock dovrebbe possedere. La scaletta alterna veloci a mid-tempo quadrati, senza cadute di tono e qualche soluzione interessante come “Hellfire”, con una ritmica giocata su cambi di tempo e qualche passaggio dispari.
Tra i brani migliori la tracklist, miscela esplosiva di heavy e punk come i Motorhead insegnano, la già citata “Hellfire”, l’airplay di “Billion Dollar Song” che in altri tempi avrebbe varcato le classifiche radiofoniche e che mostra l’ottima vena melodica di Mantis, lo street rock di “Forever Bitch” e la cattiva e irriverente “We Don’t Call The Cops (W.D.C.T.C.)”. Chiude il “Kite’n’Roll”, con la sua strofa in lingua spagnola, velato (ma non troppo) omaggio ai Motorhead.
Ancora una volta i Rain sfornano un album credibile, sia per attitudine e che per capacità di non tradire quello spirito rock che da oltre 30 anni anima questa vera e propria istituzione del Metal Italiano.

Tracklist:

01. Spacepirates
02. Not Dead Yet
03. Hellfire
04. Black Ford Rising
05. Billion Dollar Song
06. 86
07. Forever Bitch
08. We Don't Call the Cops
09. Kite'n'Roll


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