Remains In A View – Elegies

Forest
2014
Full Lenght
Melodic Deathcore
Memorial Records /This Is Core

La Memorial Records arricchisce il suo roster di una nuova proposta, confermandosi attenta alla scena estrema italiana.
I Remains In A View vengono da Sulmona, si sono formarti nel 2007 e firmano con “Elegies” il loro debutto.
Combo dalla classica formazione a due chitarre, il loro metalcore melodico ha tanto swedish dentro, ma anche tutta l’attitudine moderna del ‘core.
I pezzi sono costruiti su riffing possenti, bordate portate sovente dalla due chitarre in parallelo, per un raddoppio dell’impatto, ma anche sfruttando al meglio fraseggi che alternano sia il lavoro in parallelo che il fraseggio sostenuto da un riff portante. I soli veri e proprio sono ridotti all’osso, per non dire inesistenti, ma a conti fatti non se ne sente la mancanza, visto la qualità delle trame tessute da Devid e Pier.
Il potente motore che sta sotto al cofano è costituito dal duo Matt e Atomo, rispettivamente basso e batteria, e si fanno sentire, precisi e potenti.
Una delle caratteristiche peculiari sono le vocals di Dave, un growl con una strana componente acuta davvero particolare (e non del tutto gradevole per i miei gusti), un sorta di ‘growl con il singulto’.
Con un comparto tecnico ben rodato, i nostri snocciolano brani che seguono fedelmenti i dettami del genere, con brani compatti e d’impatto, da “Shipwreck Of Existence”, con la sua doppia cassa a manetta, a "Crossing the line", più cadenzata e corredata di stop ‘n’ go tipicamente ‘core; da una “Crossing The Line” che tenta di inserire chitarre effettate e “spaziali” a "As moments become memories", con ritmiche varie e intarsi di chitarra a tratti anche pregevoli. La strumentale "Sleepwalker blues" mi sembra francamente poco più di un riempitivo, se anche dotato di una certa atmosfera. L’apice dell’album si raggiunge nel finale, con "Travelers" e "The deepest black" rappresentano l’apice dell’album, ritmiche più cadenzate e suono più corposo; soprattuto mostrano un songwriting che, sfruttando anche qualche minuti in più di durata, finalmente si scrolla di dosso un po’ l’ingessatura che lo teneva costretto dentro i limiti del “compitino”, svolto con diligenza ma senza molti guizzi creativi e originali, il limite, questo, forse più evidente del combo abruzzese.
Diamo fiducia ai Remains In A View e vediamo se, come un buon vino, miglioreranno col tempo.

Tracklist:

1. The Void
2. Shipwreck Of Existence
3. So Far From The Truth
4. Crossing The Line
5. As Moments Becomes Memories
6. Sleepwalker Blues
7. Left Undone
8. Travelers
9. The Deepest Black


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