S91 – Behold The Mankind

Forest
2016
CD
Christian power progressive metal
Underground Symphony

Non sarò di certo il primo a dirlo, ma nella musica come nella vita quotidiana, sembra che il vero anticonformismo sia proclamarsi apertamente cristiani. Non sto a tirare in ballo persecuzioni e cose di tal genere, ma di certo sorrisetti e sfottò non mancano nei confronti di chi segue i passi di Cristo.
Per me è sempre un gran piacere trovare chi riesce a coniugare la sua fede con la musica, e con la buona musica.
Gli S91, band toscana della provincia di Lucca, arriva in chiusura del 2016 con il secondo full ed una serie di novità: contratto con Underground Symphony, line-up rimaneggiata e lirics in inglese.
Non più tre singer, ora è rimasta solo Maria “Marì” Londino; cambio di drummer con l’arrivo di Giacomo “Giachi” Mezzetti; Francesco “Franz” Romeggini rimane a gestire le parti chitarristiche e le seconde voci, Giacomo “Jack” Manfredi si occupa ancora delle quattro corde e Francesco “Frank” Londino dei tasti d’avorio.
Messaggio cristiano e concept album si sposano bene, quindi ecco che “Behold The Mankind” mette in scena niente meno che la storia biblica dell’umanità, dalla creazione alla morte e risurrezione di Cristo.
Il quintetto fa le cose per bene, niente da dire a proposito: il progressive metal venato di power dei nostri è ben scritto e ben suonato e richiama da un lato i Dream Theater, magari quelli di qualche annetto fa, dall’altro la scena italiana è ben presente nel loro sound.
Ad aprire le storie abbiamo “The Cry Of Life” che in apertura molto deve al teatro del sogno, ma non così tanto da non sapersi reggere egregiamente sulle sue gambe. Il brano si attesta su coordinate piuttosto soft, i sentieri sono da semi ballad, che poi si impennano con l’arrivo dell’ospite Christian Liljegren (singer con Narnia, Golden Resurrection, Divine Fire, Wisdom Call) a fornire un po’ di potenza. “Wandering souls”, le anime vagabonde che sono l’umanità cacciata dal Paradiso Terrestre, richiedono un’atmosfera sofferente e pacata, mentre la cattività in Egitto (“Slaves And Kings”) si traduce in suoni mediorientali e suadenti sorretti da un mid-tempo ora calmo, ora venato di cattiveria. “The Calling” è il brano più progressivo del lotto, voce e basso duettano, la chitarra intesse riff progressivi assieme alle tastiere, la batteria segue tempi dispari… un bel pezzo.
“Blind Revolutions” si comporta come una ballad fino a 2/3, per poi prendere anch’essa sentieri hard rock e progressivi. Tra linee melodiche e soffuse e mid tempo più potenti è “The Son Of God”, brano che apre il trio di canzoni dedicato alla vita di Cristo; “Sacrifices” è opportunamente drammatica e perfino cattiva, con la voce graffiante di Franz Romeggini a incattivire le parti vocali oltre che i riff. La morte in croce diviene una rivelazione, compiuta nel sangue, è “The Bloody Revelation”, la via che porta alla Risurrezione, e la storia dell’umanità, vista con gli occhi di Dio. È compiuta.
Come al solito, un disco dichiaratamente cristiano farà storcere il naso a qualcuno. Per me è comunque un punto di forza. In ogni caso, ad onore degli S91, va detto che il loro è un disco di power progressive ben suonato che a livello musicale non invidia niente a tante altre band.

Tracklist:

01. The Cry Of Life
02. Wandering Souls
03. Slaves And Kings
04. The Calling
05. Blind Revolutions
06. The Son Of God
07. Sacrificed
08. The Bloody Revelation


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