Stealth – Shores Of Hope

Forest
2014
Full Lenght
Hard/heavy
Autoprodotto/Atomic Stuff

Formatisi nel 2007, i ferraresi Stealth (alias Enrico Ghirelli, vocals; Luca Occhi e Matia Catozzi, chitarre; Andrea Rambelli, basso; Marcello Danieli, batteria) arrivano al debut album nel 2013 con il qui presente “Shores Of Hopes”, che ingloba il precedente EP “Echoes from a Dark Lake Bridge” e lo arricchisce di cinque nuove composizioni, tutte inquadrabili nell’ambito di un hard/heavy a tinte moderne con un orecchio di riguardo per la melodia e con non pochi addentellati alla scena street americana degli anni ’90 ( Gun’s N Roser e Motley su tutti).
Animati dal battagliero intento di entrare nel mondo professionale, gli Stealth confezionano un biglietto da visita curato dal punto di vista grafico e sonoro…
L’opener “Guns! Guns! Guns!”, dopo una breve intro, ci propone, in un hard rock su ritmiche serrate, una metafora non molto ardita sullo scopo di vita fondamentale del maschio medio: ragazze! “The Border” si attesta su tempi medi con un buon riffing; “Ozone Fades” ha un andamento pesante e oscuro, ravvivato nel refrain, a dire il vero per me non molto ispirato. Personalmente non la ritengo la più adatta a ricavarci un video…
Tempo di ballad (power) con “Godspeed”, ben riuscita, pur non essendo minimamente originale.
“Nuclear Warfare” vira maggiormente sul metallo, brano valido a tutto tondo; il gioco riesce parzialemente con “Pharaoh”, in cui l’incedere epico del verso, esaltato dalle chitarre, sfuma in un refrain eccessivamente melodico.
Un’altra ballad è “Black Century”, che serve solo a preparare il picco emotivo e compositivo del disco, “Uhlans, 1915”, incentrata sulla cavalleria prussianadegli Ulani durante la Grande Guerra, ricca di pathos e emozioni. “Rock Beast” fa tanto stelle e strisce, ma, di fronte alla prova precedente, non regge il confronto: carina ma tanto, tanto easy…
Finale giocato sull’acustica per “My Heaven”, andamento soft che aumenta gradualmente d’intensità, e la scuola è quella di Bon Jovi.
Tirando le somme, gli Stealth ci regalano tre quarti d’ora godibili, arricchiti da buone prestazioni strumentali e vocali. Non possiamo gridare al miracolo, perché ormai ci stiamo abituando a debuttanti di livello davvero alto; “Shores Of Hopes” può essere comunque un buon primo passo.

Tracklist:

01. Guns! Guns! Guns!
02. The Border
03. Ozone Fades
04. Godspeed
05. Nuclear Warfare
06. Pharaoh
07. Black Century
08. Uhlans, 1915
09. Rock Beast
10. My Heaven


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