Upanishad – Crossroad

Forest
2018
CD
Alternative/Crossover
Red Cat Records

Gli Upanishad nascono nel 2000 in quel di Firenze ad opera di 4 ragazzi poco più che quindicenni: Vanni Raul Bagaladi (Voce e Chitarra), Lapo Zini (Batteria), Filippo Tatini (Chitarra), Martina Biagi (Basso).
Iniziano la gavetta portando in giro il loro punk/rock e in pub e locali, incidono un primo demo, partecipano ai vari contest… si fanno le ossa insomma.
Passano gli anni e i chilometri, la line up cmabia e con essa lo stile della band, più vicina al crossover. Nuovi concerti, nuovi concorsi e qualche soddisfazione, un EP e perfino passaggi nelle radio locali. L’attenzione dei media aumenta per cui decidono di registrare un disco autoprodotto ma sul più bello, la band si scioglie, fino al 2012, quando Vanni Raul Bagaladi e Lapo Zini ripartono ingaggiando Mirko Bazzocchi al basso.
Grazie all’attenzione dei Boomker Sound arriva la registrazione di un live inpresa diretta e il primo disco nel 2017, poi portato al grande pubblico dalla Red Cat Records.
Disco fortemente crossover e alternativo, un mix di generi tra il funk, l’hard rock, il pop, la musica etnica, senza mai appiattirsi su uno solo.
Loro parlano di Frank Zappa e Myke Patton, Tool e Dillinger Escape Plan, Primus e Radiohead ed e in effetti un sottile vena di “follia” quella che permea la loro musica, una sorta di schizofrenia che li porta a non fare niente di quello che ti aspetteresti, o quasi.
Parti da una canzone rock e quadrata, giocata su un paio di accordi, e poi comici a cambiare gli accenti di batteria, il basso grosso a robusto comincia a martellarti e la voce, prima soffusa e filtrata, si incollerisce e graffia. Oppure infili tra due riff nevrotici un refrain melodico e poppettaro, per poi finire in piena “psichedelia orientaleggiante”. Ti permetti di chiamare “Fellings” una canzone ma gli unici sentimenti sembrano rabbia e voglia di spaccare qualcosa e fuggire.
Quando ai finito di spaccare, ti concedi una bossa nova per rilassarti, e un bel pezzo metalloso per carburarti… E poi trovi un brano come “Spikes Trap” che mette perfettamente a fuoco la forma-trio degli Upanishad, chitarra basso batteria e un lungo trip tra le bellezze dei cambi di ritmo, sorprendentemente su poche, pochissime variaizoni di accordi.
Un viaggio sonoro ondivago e psichedelico, tra ieri e oggi, tra la musica che era e quella che sempre sarà, originale e ben suonato.
Per inciso, le Upanishad sono testi sacri indiani, insieme religiosi e filosofici e scritti in sanscrito, il cui principio fondamentale è la vera natura del tutto… che sia questo il vero obiettivo degli Upanishad?

Tracklist:

01. Look At You
02 .This Room
03. Feelings
04. Side Effects
05. Spikes Trap
06. Connected
07. Crossroad
08. Parasite
09. Clouds
10. The River
11. No Way Out


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