ALEM

Alem

Il nostro viaggio nella scena anni ’80 ci porta a Belluno, città simbolo dell’eroica resistenza con importanti onorificenze al valor militare. A tener alta la bandiera del rock duro in zona, ci pensavano gli ALEM, una band tenace e intraprendente, che in tempi difficili, portava avanti con coraggio il proprio hard melodico cantato in madrelingua. La passione e la voglia di crederci fecero durare il sogno per anni, ma ciò non bastò agli Alem per fargli spiccare il volo. Questa è la loro storia..


Biografia

AlemGli Alem nascono nel 1980 a Belluno con altre denominazioni quali Uranium e Necros, poi tramutate nel definitivo Alem. Dopo svariati cambi di line up, la band si stabilizza con Francesco Mele (chitarra), Bruno Della Riva (basso), Enrico Gasperin (batteria) e Luca De Paolo (voce). Gli Alem si lanciano nella difficile sfida di proporre il loro metal di stampo NWOBHM, cantanto in madrelingua e debuttano nel 1988 con il loro primo demo “Alem”, con risultati un po’ altalenanti. Successivamente si registra un cambio di vocalist con l’arrivo di Mauro De Filippo, che debutta con la band alle selezioni di “Castrocaro Terme In Tour”, ma che esce dal gruppo poco dopo. Gli Alem con caparbietà, si riscattano nel 1990, con il demo “Sogno Vero”, sotto l’egida del Fireball Management di Antonio Ferro. Con un approccio più professionale ed una registrazione migliore, i nostri ritentano l’avventura con un hard & heavy dal piglio melodico, sempre cantato in italiano, ben interpretato dal nuovo cantante Nicola Zubiolo, ma nonostante qualche buona prospettiva, gli Alem non trovano uno sbocco. Nonostante tutto, nel 1991, la band tenta la carta del cantato in inglese ed entra al Condulmer Studio di Mogliano Veneto per incidere i quattro pezzi che compongono il nuovo demo “Troll”. A lavoro quasi ultimato però tutto sfuma per mancanza di soldi ed il demo non vedrà mai la luce. Dopo un concerto al Sorpasso di Milano, gli Alem troncano il rapporto con il Fireball Management e successivamente partecipano a varie compilation e concorsi musicali (con la song “Principessa” nel ’92 e “Di Notte Rock” nel ’94 in collaborazione con la CDL di Modena). Il 1995 vede l’arrivo del nuovo bassista Giorgio Pellegrini ed il ritorno al cantato in italiano. Nel 1996 gli Alem partecipano ad un’altra compilation, con la canzone “Concerto”, di cui viene realizzato anche un video promo, che però non riceve gli adeguati passaggi in TV. Sempre con la CDL la band prepara il nuovo brano “Cuore D’Angelo”, dal taglio molto commerciale, per una promozione nel circuito delle canzoni estive, ma tutto naufraga sempre per problemi finanziari. Queste delusioni frenano l’attività della band che, con il sopraggiungere dei sempre più numerosi impegni extra-musicali dei vari membri del gruppo, decide di continuare come cover-band (con un vasto repertorio a base di Iron Maiden, Bon Jovi, Brian Adams ecc…), fino al 1999, quando gli Alem decidono di smettere definitivamente.


Discografia

  • [1980] – Alem – (Autoprodotto) – Demo tape
  • [1990] – Sogno Vero – (Autoprodotto) – Demo tape

Recensioni

Sogno Vero – (Autoprodotto, 1990) – Demo tape
Alem - Sogno Vero“Sogno Vero” costituisce il demo della conferma per i bellunesi ALEM, che si ripresentano combattivi e galvanizzati anche dell’ingresso del nuovo vocalist Nicola Zubiolo. I quattro brani di questo secondo lavoro, che esce sotto l’egida del Fireball Management di Antonio Ferro, proseguono il discorso musicale intrapreso dai nostri, caratterizzato dal cantato in madrelingua e sfoggiano un songwriting vario. L’hard & heavy degli Alem risulta particolarmente accattivante quando la band predilige l’impatto e ci da dentro, come nella briosa opener “Concerto” o nella rampante “Incas”, bella nel testo e con una muscolare sezione ritmica della coppia Gasperin/Della Riva. Piacevoli anche i momenti più ragionati che risultano intensi e profondi, come il mid tempo “L’Eroe”, dal retrogusto malinconico o la conclusiva “Soli Col Vento”, sognante ballata infiammata dalla chitarra di Francesco Mele. Un demo stimolante, dai tratti professionali, con le carte in regola per iniziare a sognare.

Tracklist:
01. Concerto
02. L’Eroe
03. Incas
04. Soli Col Vento


Intervista

Per ricordare insieme le varie tappe e vicissitudini degli Alem, abbiamo raggiunto i disponibili Enrico Gasperin e Francesco Mele, rispettivamente batterista e chitarrista della storica compagine veneta.

Ciao ragazzi, la band nasce sotto altri nomi come Uranium e Necros, prima del definitivo ALEM e dopo vari cambi di line up, si assesta con il chitarrista Francesco Mele, il bassista Bruno Della Riva, il cantante Luca De Paolo ed il batterista Enrico Gasperin. Raccontateci i vostri esordi nella Belluno di quel tempo…
[Francesco]: A quei tempi nella nostra città ci saranno stati si e no tre o quattro gruppi. Parliamo del 1981/82, il panorama musicale era scarso a differenza di adesso, che è molto migliorato. Le possibilità di fare concerti erano poche, ci si doveva accontentare di una manifestazione o due all’anno. Alla fine si facevano tante prove per portare avanti le nostre idee musicali, ma ci si divertiva lo stesso!

Altro vostro segno distintivo era costituito dal cantato in madrelingua. Come venne accolto il vostro primo demo intitolato semplicemente “Alem” e quali sono i ricordi legati a questo periodo?
[Enrico]: Il demo ricevette critiche discordanti; ricordo che la rivista specializzata di allora, HM, recensì non proprio bene il demo, sia per il cantato in italiano, sia per l’esecuzione non proprio perfetta. Diverso fu invece il parere dell’altra rivista sulla piazza: METAL SHOCK, a cui il cantato in italiano piacque; solo la registrazione troppo pulita non dava quello spessore giusto al genere musicale presentato. In ogni caso erano tutti d’accordo nell’affermare che era un bel passo in avanti rispetto al primo pseudo demo tape che avevamo già presentato l’anno prima, soprattutto per quanto riguardava la capacità esecutiva. Lo registrammo con risorse limitatissime, in due giorni, uno per le parti strumentali e uno per il cantato e missaggio finale. Che corse! Mi ricordo che alla seconda sera eravamo tutti sfiniti a forza di ascoltare i brani. Ore e ore in studio alla fine ti portano a non capire più niente e a notte fonda accetti quello che è, ormai non puoi più giudicare se va bene oppure no. I ricordi di quel periodo sono tanti, ma il tempo ha lasciato solo spazio a ciò che era il nostro sogno: fare un bel demo, avere una recensione fantastica e fare il disco! Comunque proprio in quel periodo partecipammo alla selezione per “Castrocaro Terme In Tour”, con un brano intitolato “Ultima Notte”. Incredibilmente riuscimmo a passare ed a presentarci alla seconda selezione regionale; purtroppo avevamo appena cambiato cantante, il quale non si rivelò pronto per la manifestazione, ma forse anche il brano era di stampo troppo hard per una manifestazione di quel genere…

Dopo alcuni cambi di cantante con l’ingresso del nuovo vocalist Nicola Zubiolo e con un approccio più professionale, nel 1990 esce il vostro secondo demo “Sogno Vero”, che riceve una buona accoglienza. Via con ricordi e aneddoti…
[Francesco]: Sì esatto, non contenti della prima prova ce la mettemmo tutta per fare meglio, avevamo imparato un po’ di cose dalle critiche mosse al primo demo tape ed eravamo decisi di metterle a frutto. Il demo fu presentato alle solite riviste specializzate che questa volta accolsero meglio il nostro lavoro. Il cantato in italiano era diventato più fluente, grazie ad una stesura dei testi più attenta e nello stesso tempo le composizioni avevano raggiunto una certa maturità tecnica anche se non eravamo ancora arrivati alla perfezione! Registrammo “Sogno Vero” con la solita scarsità di mezzi monetari, in due giorni, tutto come per il primo demo tape, ma questa volta avevamo studiato i brani a casa!…Ah Ah! A parte gli scherzi, facemmo il massimo; ricordo che anche la copertina fu eseguita a colori mediante fotocopie multiple, poi ritagliate a mano una ad una, le scritte all’interno della copertina tutte fatte con i trasferibili, lettera per lettera! A quei tempi non si usava il computer e fare la stampa in tipografia ci avrebbe tolto risorse per lo studio di registrazione. Registrammo al Condulmer di MoglianoVeneto, un vero studio professionale, con tanto di mega sala di regia collegata ad una altrettanto mega sala di registrazione, fantastico! In ogni caso le recensioni positive ci diedero forza per continuare sulla nostra strada e così fu.

AlemPer smuovere la situazione, tentate allora la carta del cantato in inglese ed iniziate la registrazione del nuovo demo “Troll”, che però non vedrà mai la luce. Che successe esattamente?
[Enrico]: Dopo “Sogno Vero”, decidemmo di affidarci ad un management, per produrre al meglio il tutto. Il produttore era convinto che i nostri brani avrebbero funzionato meglio se cantati in inglese e così decidemmo di seguire questa sua idea. Vennero così composti i canonici quattro brani per il demo: “Heroes Of Love”, “Fourth Dimension”, “Troll”, “Burning Like The Fire”. Questa volta prendemmo più tempo per la composizione dei brani e la cosa stava funzionando, le song erano più precise e scorrevano senza incertezze; una volta finite eravamo pronti per la terza prova in studio. Purtroppo accade che finimmo il budget per lo studio senza finire le canzoni, mancavano tutti i cori e il missaggio finale, oltre tutto iniziammo ad avere dei diverbi con il produttore e la cosa finì così, a metà…Che peccato!

Davvero un peccato!… Ma gli Alem non demordono e negli anni successivi partecipano a varie compilation, finché nel 1995, dopo l’ingresso del nuovo bassista Giorgio Pellegrini, decidete di tornare al cantato in italiano. Cosa vi spinse a tale scelta?
[Francesco]: In parte la scelta fu dettata dal fallito progetto precedente ed in parte anche dal fatto che il panorama musicale italiano del momento si stava aprendo al cantato in madrelingua. In ogni caso eravamo decisi a riprendere le nostre origini e portarle avanti.

Nel 1996 gli Alem realizzano un videoclip del brano “Concerto”. Come venne vissuta questa esperienza?
[Enrico]: Certamente con grande entusiasmo e grandi aspettative visto che era prevista la trasmissione del video su Videomusic, ma probabilmente avvenne ad orari impossibili e nessuno lo vide!!! In ogni caso fu una bella esperienza, lo girammo parte in esterno e parte in studio. La parte più bella secondo noi fu proprio quella esterna, visto la bellezza della villa in cui fu girato.

Il sopraggiungere di impegni extra-musicali e le varie delusioni, fanno si che gli Alem continuino per qualche anno come cover-band, fino al 1999, quando decidete di porre fine definitivamente all’avventura. Come si giunge a questa difficile decisione?
[Francesco]: E’ avvenuto quasi naturalmente. Da una parte eravamo un po’ stanchi di aspettare il miracolo e dall’altra molti impegni lavorativi hanno portato allo scioglimento del gruppo.

AlemCosa stanno facendo ora i vari musicisti degli Alem? Siete ancora in contatto tra di voi? Vi è mai balenata l’idea di un ritorno?
[Francesco]: Io sto continuando con progetti personali e serate stile piano bar.
[Enrico]: Io e Francesco siamo ancora in contatto. Da parte mia sono un po’ fermo; in ogni caso continuo sempre a tenermi in allenamento e aspetto il momento giusto per ripartire a fare qualcosa. Per quanto riguarda gli altri invece sappiamo che non hanno più continuato. Un ritorno? Sì certo ci è passato per la testa. Ora vediamo se riusciamo a mettere in atto il pensiero…

Guardando al passato, avete qualche rimpianto?
[Francesco]: Forse di aver vissuto in un epoca in cui la musica, almeno nella nostra provincia, era praticamente in una situazione da terzo mondo. Non c’erano tanti stimoli e possibilità per progredire musicalmente. Suonare davanti ad un pubblico era molto raro e così anche poter andare a vedere concerti. Tanta passione avanti!

Quali sono i momenti più belli vissuti come Alem?
[Enrico]: È difficile dire quali; sicuramente sono stati tutti bei momenti, ma se proprio dobbiamo sceglierne alcuni, diciamo che possiamo mettere al primo posto le registrazioni in studio per le pubblicazioni dei demo. Poi tutte le serate importanti, tipo manifestazioni musicali fuori dalla regione.

Con quali band italiane avete condiviso sogni e speranze e quali avete maggiormente apprezzato?
[Francesco]: Tra le band italiane possiamo citare: Steel Crown, Vanexa, Vanadium, Strana Officina e Sharks.

Bene, siamo giunti alla fine, a voi le ultime parole…
[Enrico]: Beh, molte grazie per averci offerto la possibilità di ricordare il tutto, di poter rivangare il passato e sorridere ancora per tutto quello che è stato. E un grande in bocca al lupo a tutti i gruppi emergenti!!!
[Francesco]: Grazie e te per averci ospitato sulle pagine della tua rubrica ed un saluto a chi si ricorda ancora di noi!

NB: Un ringraziamento speciale a Enrico Gasperin per tutto il materiale concesso.